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Ritorno in Svezia dopo il lungo e piovoso soggiorno in terra milanese. Qui l’estate é giá un lontano ricordo e l’umore ne risente, visto che siamo ancora agli ultimi giorni di agosto. La vita è ricominciata daccapo, umili impiegati che riprendono la via degli uffici, gli scolari che hanno ricominciato il tormento quotidiano chiamato scuola (a dir la verità qua gli scolari se la spassano in confronto allo studente medio italiano, ai miei tempi almeno).
Via gli shorts e le maniche corte. Con una fretta inspiegabile gli svedesi hanno tirato fuori maglioni e giacchette autunnali anticipando addirittura un poco l’arrivo dell´inverno. Si vede che non ne potevano davvero piu’ di estate e che avevano bisogno di tornare alla quotidianità, non si puó di certo stare in vacanza per sempre.
La cosa strana e divertente è che nel mese di maggio basta una giornata di sole e qualche grado sopra lo zero per cominciare a vedere maniche corte e magliette scollate nella prospettiva del caldo estivo. Ma una giornata di tarda estate con una temperatura comunque accettabile porta una quantità enorme di giacche e maglioni vaganti. Ma non credo che gli svedesi siano i soli.

Mi ricordo benissimo quando la mia ragazza venne a trovarmi a Milano nel finire di un caldo settembre ed in una metrò caldissima e irrespirabile l’unica nordica si poteva notare oltre che per il biondo dei capelli e per la carnagione chiara anche perchè era l’unica in maglietta in un mare di giacconi invernali. E il bello è che aveva ragione lei! Fino a che non me lo fece notare anche io credevo giusto tenermi il mio bel giaccone autunnale…in fondo eravamo quasi ad ottobre!

Comunque questi giorni italiani mi hanno fatto riscoprire la bellezza della mia città nel mese di agosto. Milano nel mese di agosto diventa finalmente vivibile anche se la pioggia torrenziale che ha colpito la città è durata la bellezza di una settimana. Non si capisce come mai in questi periodi tutti diventano spiritosoni e campioni della risata. In un giorno di pioggia agostana a Milano, tu che vivi nel nord Europa e che quel clima non lo sopporti piú, perché lo hai visto tutto l´anno, diventi la causa di temporali, grandinate, freddo e tempeste, manco fossi Eolo o il padre eterno. E cosí in una giornata capita l´amico che ti invita caldamente (si fa per dire) a ritornare al “tuo” paese per scongiurare altre catastrofi, il parente o genitore che ti accoglie con un simpatico: “hai portato proprio il bel tempo!” e addirittura il vicino di casa con cui non hai contatti del lontano 1989, ma che sfrutta l´occasione per fare il battutone sulla sfiga che hai di tornare in Italia e trovare la pioggia. Come se non ci pensassi giá cinquanta volte al giorno!

Dicevo di Milano. Strade finalmente piú tranquille, pomeriggi caldi (quando il sole si é degnato di farci compagnia) che tengono chiusi in casa buona parte della popolazione, la cittá finalmente svuotata di zarri e cafoni vari, tutti a spaccarsi fino alle prime luci del pomeriggio sulle povere spiagge di Ibiza e Formentera, che niente hanno fatto di male per attirarsi una simile sciagura.

Ma devo ammettere che ho anche apprezzato lo stile italiano di vita. Per caritá nessun pulpito nazionalistico. A chi mi chiede se mi manca l´Italia, dico sempre che mi mancano le persone che me la rendevano e che ancora me la rendono cara. Nessun rimpianto per certi atteggiamenti. Certo che la buona cucina, il poter passare intere serate all´aperto munito soltanto di una maglietta e di pantaloncini, la buona bottiglia di vino da bere con gli amici sotto le stelle, una bella serata alla festa dell´Unitá ad ammazzarsi di panzerotti e di salamella sono fenomeni che possono capitare anche qua di tanto in tanto, ma che per forza di cose sono limitate a un paio di mesi all´anno. Ed erano cose che io adoravo!

Adesso sono in Svezia da qualche giorno. La pioggia cade quasi tutti i giorni, qui siamo ormai in autunno. Ma gli studenti che in questi giorni stanno festeggiando l´inizio dell´universitá non si curano nemmeno tanto di questo, carichi come sono di alcool e pasticche varie. Qui é iniziato l´”insparkning”, ve ne parleró la prossima volta.
La prima settimana di lavoro é stata molto dura ma vedo con positivitá al futuro e alle nuove sfide e ai cambiamenti che cominceranno nel mese di settembre.

Buon ritorno a casa!

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C’è un programma, su una tv commerciale svedese, chiamato “Drömmen om Italien” (Sognando l’Italia).
Il programma è finito da poche settimane ed è stato uno delle novità di maggiore successo dell’annata televisiva svedese.

Il modello è sempre quello: la grande piaga del reality purtroppo ha dilagato anche nella civile Svezia.
Il programma verte su cinque coppie che devono partire per l’Italia per costruire ed arredare un bed and breakfast che poi solo la coppia vincente potrà gestire, garantendosi cosi’ il sogno di un trasferimento in Italia a vita. Il programma è condotto da un volto noto della televisione italiana, Filippa Lagerbäck.

In Svezia l’Italia è vista come un sogno: il paese del buon vino, del cibo e dell’arte. Cosa volere di piu´? Ed i produttori televisivi della trasmissione non fanno altro che mostrare quello che i telespettatori vogliono vedere trasformando la trasmissione in una serie di clichè sull’Italietta.

L’Italietta è fatta di muratori che troppo spesso prendono una pausa dal lavoro per farsi uno spuntino e fumarsi la sigarettina. L’architetto che coordina i lavori è un mezzo pasticcione che non è in grado di rispettare le scadenze, il vicino di casa sempre sorridente e e disponibile a scambiare due chiacchere con te mentre sei a passeggio o mentre sei in qualsiasi negozio, italiani che hanno tali difficoltà nell’uso dell’inglese da non riuscire persino a pronunciare la parola “bed and breakfast”. (Attenzione: non giudico sbagliati questi clichè, anzi, noto solamente che non si voglia andare piu’ in superficie nella realtà contemporanea italiana.)
L’Italia è rappresentata con le sue immagini piu’ belle. Le finestre danno sempre sul mare o su colline verdeggianti, il vino rosso non manca mai nelle terrazze all’aperto, scontato è “O sole mio” che sempre “sta in fronte a te”.

Le coppie sono piuttosto improbabili. Una coppia di ricconi di Stoccolma che palesemente sono li’ solo per godersi il vinello delle cantine. Una coppia di manager assolutamente stronzi e distaccati da tutti gli altri. Infine una coppietta di mezza età tipicamente svedese, gentile e curiosa di Italia ma senza la necessaria energia, ideale per tirare su e gestire una struttura turistica. Le ultime due sono le coppie piu’ affiatate e piu’ affidabili, non a caso loro sono quelle arrivate in finale.

Il programma si svolge a Lapedona, splendido paesino di 1000 abitanti nel sud delle Marche. Le coppie devono passare 10 settimane tra lavoro e piacere. Durante le ore di piacere sono comprese le lezioni di italiano, lezioni di cucina, e conoscenza della gente del posto.

Per me e per la mia fidanzata è stato divertente seguire questi svedesi adattarsi alla vita locale italiana, lottare contro la difficile lingua italiana, adattarsi alle tante regole culinarie dello Stivale, godersi gli stereotipi sull´Italia e sulla Svezia. Il tutto ha reso l’Italia ancora piu’ popolare in Svezia, anche se qui molti ritengono l’Italia un bellissimo paese dove passare le vacanze, non dove vivere. Il film di Gandini “Videocracy” è stato passato sulla rete pubblica in prima serata pochi giorni fa. Ormai tutti in Svezia sanno.

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Ennesima giornata di elezioni in Italia. Se ne parla su tutti i principali quotidiani svedesi. Qui la passione per l`Italia é considerevole. Per gli svedesi l`Italia rimane sempre il paese del sole, della cultura ,del buon cibo e del vino. Un programma in onda in queste settimane ”Drömmen om Italien”(Sognando l`Italia), dá rappresentazione di questo mito. Ma gli svedesi non hanno il prosciutto di Parma sugli occhi. E non capiscono e non possono accettare le assurditá del sistema italiano e tutti i suoi orrori.

Qui le cose sono molto piu´tranquille. Le elezioni generali saranno tra sei mesi, ma lo scontro politico é piuttosto calmo. Un´ alleanza conservatrice ha il governo del paese contro una opposizione socialdemocratica. Quando dico conservatrice é importante capire che la loro alleanza moderata scavalca di molto a sinistra il nostro PD. Praticamente sono tutti socialdemocratici.

La figura piu´interessante e´quella del ministro delle finanze svedese, Anders Borg.

Giá un ministro con orecchino e coda di cavallo é un andare contro i nostri schemi mentali, perdipiú considerate che questo uomo fa parte dello schieramento moderato. Il sopra citato ministro, che tra l´altro é piuttosto popolare in questo momento, prima di diventare economista ha preso lauree in scienze politiche e filosofia(chi ha mai detto che queste facoltá non danno lavoro?). Giovane libertario e a favore della liberalizzazione delle droghe, non ha mai negato di aver fatto uso di cannabis da ragazzo e si dichiare fortemente femminista

La libertá di poter essere ministro senza dovere indossare per forza giacca e cravatta e senza dover apparire formale, anziano e noioso danno una chiara idea della libertá di questo paese.

Ho parlato del fatto che ha solo 42 anni?

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