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Posts Tagged ‘svedesi’

La tipica estate svedese é ormai ampiamente alle spalle. Un italiano che si trasferisce  in Svezia trova sempre qualcosa di cui lamentarsi quando si parla del tempo. Troppa pioggia, troppo fresco, troppo poco sole.

La mia estate al fresco è stata dura da sopportare, ma per la mia ragazza lo è stato anche di piú. Infatti, oltre la naturale fastidio per l´estate che non arrivava c´era un giovane vecchio in casa sua(io) che non faceva altro che lamentarsi del tempo(svedese) e del governo(italiano).

Il sollievo di tornare sotto il bel sole italico è stato immenso, più delle altre volte. Il rito di ogni viaggio di ritorno è quello di voltare il viso verso il sole non appena tocco il suolo italico, una sensazione meravigliosa. Ma la situazione è degenerata anche in questo idillio. Mi sono infatti trovato nel bel mezzo del caldo torrido africano, con un ventilatore che sparava solo aria ardente ed un letto caldo come un condotto vulcanico. Risultato: due settimane di lamentele con la mia ragazza al telefono.

Una cosa di cui però volevo parlare oggi era il rapporto degli svedesi verso il freddo. Il concetto che voglio dimostrare è che gli svedesi sono talmente abituati a vivere in un clima rigido e a temperature da brividi che anche quando finalmente la temperatura raggiunge livelli decenti, trovano comunque il modo di soffrire per il freddo. Farò tre esempi della mia esperienza personale per confermare la mia tesi:

1)Pieno luglio. Giornata non proprio torrida ma accettabile. Gli svedesi sono mezzi nudi a causa dei 23 gradi. Io mi accontento del fatto di poter finalmente lasciare il golfino a casa e uscire in maniche corte. Sfortuna vuole che debba andare, proprio quel giorno, a fare la spesa al supermercato. Appena entrato, vengo assalito da una raffica di aria condizionata da far rabbrividire. Sembra tornato di colpo l´inverno. I banchi frigo sono pompati a palla a mo’ di monito verso i poveri abitanti di Jönköping: “Ricordati che il freddo è sempre in agguato”. Non ho mai più fatto la spesa con le maniche corte.

2)Gli svedesi adorano le belle giornate e gradiscono soprattutto prendere il sole, ma non quando sono in macchina. Appena si presenta una bella giornata di sole, i finestrini non vengono più tirati giù. Niente gomito sul finestrino e musica tamarra sparata in giro per la città. Qui si apre solo il condizionatore. Al massimo. Non entrate in macchina con uno svedese d´estate, passerete gelidi momenti.

3)Quando il sole finalmente sconfigge la concentrazione di nuvole che giornalmente si accaniscono contro la Scandinavia, quando finalmente diventa piacevole sdraiarsi sull’ erba e leggersi un bel libro godendosi il sole tiepido, gli svedesi devono cercare per forza la sofferenza. E così a temperature che in Italia non sarebbero di certo considerate balneari, gli svedesi si buttano in acqua qualunque sia la temperatura dell’ acqua. I risultati sono grossi raffreddori, momenti di sofferenza e grandi brividi di freddo.

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Ho finito a dicembre il mio primo ciclo di lezioni. Infatti, si dà il caso che dal mese di settembre abbia iniziato la mia attività d´insegnante d´italiano. Quando penso ai tempi del liceo e alle mazzate prese sui banchi di scuola dai miei insegnati austeri ed occhialuti, non posso che gioire del fatto di essere diventato rappresentante della lingua di Dante all´estero(altra cosa è capire se quest´ultimo, Dante appunto, sia altrettanto felice).

La figura dell´insegnante qua in Svezia ha ancora un minimo di considerazione. I giornali difficilmente raccontano di professori presi a schiaffi da studenti scalmanati o di scuole vandalizzate da poveri ragazzini annoiati.

La mia attività è consistita nell´insegnamento dell´italiano a principianti. L´esperienza è stata molto positiva. Una prima cosa pregevole di quest´attività è che tu, professore madrelingua, sai infinitamente di più di quanto i tuoi studenti potranno mai sapere anche dopo anni e anni di studio. Questo ti porta un´enorme autorità. È molto piacevole vedere gente che pende dalle tue labbra e che ti considera il mezzo per aprire le porte della conoscenza sull´Italia.

Gli svedesi sono molto intelligenti con le lingue straniere. Sarà che hanno un´ottima “forma mentis” nello studio delle lingue che viene insegnata sin dalla prima elementare e che si trovano a contatto con lingue straniere fin dalla nascita visto che i film non vengono tradotti; sta di fatto che dopo 3-4 lezioni, con un po’ di stimolo per superare la timidezza, i miei ragazzi parlavano già italiano! Inoltre si applicavano, erano curiosi, chiedevano spesso e avevano sete di sapere, un materiale umano molto facile da plasmare.

Meraviglioso era il loro tentativo di imitare la mimica italiana. Ci provavano ma si notava facilmente la difficoltà per esempio nello stringere le dita delle mani come un cono e muoverle dal basso verso l´alto per chiedere “ma cosa vuoi?”. La difficoltá si notava soprattutto nel tentativo, fallito, di far combaciare la voce con il movimento delle mani. L´effetto era molto divertente visto che il movimento delle mani non andava di pari passo, ma seguiva a breve distanza di tempo il suono della voce, dando a tutta la comunicazione un effetto inverosimile.

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La settimana scorsa sono tornato per qualche giorno in terra italica per salutare la mia famiglia e i miei amici. Va da sé che ogni viaggio porta anche altre cose piacevoli: fare grandi abbuffate di cibo; guidare le macchina “all´italiana”; bere il bicchierino di rosso saggio ad ogni pasto; godermi surgelati dall´aspetto gustoso e farmi grandi bevute di chinotto; spararmi ore ed ore di Rai Storia sul digitale terrestre.

Questa volta ai soliti ritmi estremi si é aggiunta la Ryanair che, come regalo di Natale, ha deciso di cambiare l´orario della tratta Stoccolma(Skavsta)-Milano(Bergamo) spostandola dalle confortevoli 11 del mattino all´alba delle 6.
“Poco male”, mi sono detto, “avró piu’ tempo per stare con gli amici”. E poi, dormire anche in poltroncine scomode e con ciccioni che mi pressano sul finestrino non é mai stato un problema per me. Sono davvero la persona peggiore da trovarsi di fianco durante un viaggio. Un po’ per l´odore, che sa di settimana vissuta intensamente senza troppo tempo per altre cose non indispensabili tipo l´acqua calda, un po’ perché non spiaccico parola e inizio a russare ancora prima dell´inizio del viaggio.

Questo pregustavo anche stavolta. Lasciati gli amici alle 3 e mezzo in stazione mi siedo sulla mia bella poltroncina del pullmann per godermi finalmente il meritato riposo. Ma purtroppo non ero l´unico in partenza. Il pullmann era diviso tra svedesi pacati e sonnacchiosi e francesi chiassosi e ubriachi. Io ovviamente sono finito in territorio francese. Sti mangiarane se la chiaccheravano ad alta voce, se la ridevano e si tiravano terribili sberle sul coppino che risuonavano nella notte silenziosa rendendo impossibile ogni tentativo di dormire. La notte non sembrava finire mai per loro, e nemmeno per me…

Avevo comunque ancora tutto il viaggio in aereo, da sempre momento migliore per i miei letarghi. Non mi ricordo nemmeno l´ultima volta che sono stato sveglio fino alle istruzioni iniziali. Quando mi addormento non mi accordo del decolllo, delle lotterie, dei messaggini dolci del capitano, delle varie pubblicitá e cazzatine varie che Ryanair propone per arrotondare il budget. Ma piú del mio sonno poté stavolta la mia ragazza. Anche lei purtroppo, proprio come i francesi, non si ricordava che la notte é fatta per dormire. E allora via mille discorsi inutili di cui non ricordo né capo né coda vista la situazione di rincoglionimento totale, camuffata molto bene con ben ponderati e interessati monosillabi in risposta alle sue domande. La sua verve, dopo un po´,é venuta meno, peccato che eravamo giá a Germania inoltrata.

La fortuna ci ha concesso di arrivare a casa sani e salvi grazie agli ultimi due posti dispionibili su un pullmann in una fine settimana in cui sembrava che tutti gli svedesi avessero deciso di viaggiare nonostante il tempo da lupi. Le ultime cose che hanno reso questo viaggio indimenticabile sono stati i peti silenziosi ma non per questo non letali di un giovane svedese seduto davanti a me che davano brio ad una accogliente tempesta di neve.

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Le elezioni svedesi rappresentano una svolta epocale nella storia della nazione. Tanti elementi nuovi:
1) Il governo conservatore si conferma al governo dopo il primo mandato. Non succedeva dagli anni 20´
2) Il partito socialdemocratico é sconfitto di nuovo e con una dispersione incredibile di voti. Il livello di suffragi é il piú basso dal 1914
3) Il partito dell´estrema destra xenofoba per la prima volta entra in parlamento con un bel gruppo di 20 deputati.
4) Un governo che difficilmente potrá governare in minoranza e che dovrá cercare altre soluzioni per governare il paese verso la ripresa economica.

Le elezioni svedesi hanno premiato il premier uscente Reinfeldt e inferto una dura mazzata al leader dell´opposizione Mona Sahlin. Il partito dei nuovi moderati (chiamato cosi´dopo la svolta verso il centro del partito e il nuovo interesse verso lavoro e welfare state dei moderati) guadagna il quattro per cento rispetto alle scorse elezioni arrivando ad un passo dai socialdemocratici, attestati invece al 31 per cento. Gli altri partiti del centro destra perdono tutti voti, in particolare a favore del partito forte della coalizione e della destra razzista, gli “sverige demokraterna”. Insomma si puó dire che Reinfeldt vince su tutta la linea come personaggio carismatico e affidabile, come giudizio sulla sua politica governativa e come progetto sul futuro presentato agli elettori.

Il piatto piange davvero dall´altra parte. Mona Sahlin é la vera sconfitta delle elezioni. Il partito é al minimo storico, rimane ancora il primo partito di Svezia ma questa é davvero una magrissima consolazione. Gli svedesi abbandonano un partito che ha dato loro l´attuale benessere ma che non riesce a dare un progetto appetibile per il futuro. E´ancora presto per dire che gli svedesi si sono stancati di loro, ma sará dura superare questo crollo. Non solo. Secondo molti esperti un errore clamoroso di Mona Sahlin é stato l´alleanza col partito piu´a sinistra e con i verdi. I socialdemocratici si sono sempre presentati da soli alle elezioni, cercando magari appoggi esterni in determinate circostanze. Molti ex elettori socialdemocratici non si sono fidati degli estremismi di sinistra e di un partito verde potenzialmente pericoloso per lo sviluppo e per la ripresa economica della nazione. Nonostante questo i verdi raggiungono un ottimo 7 per cento, guadagnando due punti rispetto a quattro anni fa ,ma perdendo anch´essi un potenziale maggiore nel caso si fossero presentati da soli. Mona Sahlin ha ammesso l´enorme sconfitta ma non ha ancora parlato di dimissioni. Il partito socialdemocratico sveedse non ha mai cacciato un leader; di solito i leader si sono sempre dimessi spontaneamente, cosa che non sembra intenzionata a fare la Sahlin, il che potrebbe portare piu´di un mal di pancia nel partito e parecchi problemi per un´alternativa futura. La gente non si é fidata di lei anche per gli scandali che l´hanno riguardata in passato.

La destra nonostante il patto dei maggiori partiti per l´isolamento di quest´ultimi, entra in parlamento e ci entra incredibilmente come ago della bilancia. Il partito ha le sue radici tra i nazisti svedesi, ripuliti, pettinati, vestiti bene e con parole d´ordine meno esplicite ma comunque dirette. Come al solito durante una crisi economica la gente si sposta agli estremi. Strappa voti un pó dappertutto e come al solito viene votato da gente con basso livello di istruzione, da discoccupati che vedono negli stranieri la vera causa del loro problema e dai giovani. Raccoglie probabilmente anche un sentimento anti islam diffuso in tutto Europa ma che, a mio personalissimo modo di vedere, non e´cosi´sentito come in altri paesi, ma i risultati apparentemente mi danno torto.
La vita del governo non sará facile. La maggioranza ha 173 deputati, l´opposizione socialdemocratica ne ha 155 e la destra xenofoba 20. Come si puo´capire, il governo non ha una maggioranza. Si parla di fare entrare i verdi con il loro 7 per cento nel governo ma questo provocherebbe grosse spaccature nell´elettorato verde che di certo non ha votato il partito per vederlo firmare ampliamenti di centrali nucleari . Ma la momento sembra la soluzione piu´probabile.

I socialdemocratici potrebbero decidere di far abbassare il quorum per rendere non decisivi i voti della destra estrema e decidere di non fare opposizione dura, ma in qual caso sará dura riprendere elettorato e soprattutto sarebbe regola difficile da rispettare in caso di legge molto discussa. Per ora non si parla di grande coalizione né certamente di farsi appoggiare esternamente dalla destra, nemmeno come ultimissima soluzione. Ma per il momento sono solo parole. Adesso viene il difficile per Reinfeldt che deve inventarsi una maggioranza, risolvere il problema del razzismo che dilaga, dare spazio agli altri partiti della sua coalizione usciti tutti indeboliti dalle elezioni, non assumere troppo potere o stancare l´elettorato svedese per i troppi anni al governo della svezia, risolvere l´alta disoccupazione giovanile.

Socialdemocratici(Socialdemocraterna) 30,9%(-4,4)
Verdi(Miljöpartiet) 7,2%(+2)
Comunisti(Vänsterpartiet) 5,6%(-0,3)
Moderati (moderaterna) 30%(+3,9)
Centro(Centerpartiet) 6,6%(-1,3)
Cristianodemocratici(Kristendemokrat) 5,6%(-1)
Partito del popolo(Folkpartiet) 7,1%(-0,4)
Estema destra(Sverigedemokraterna) 5,7%(+2,8)

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Ritorno in Svezia dopo il lungo e piovoso soggiorno in terra milanese. Qui l’estate é giá un lontano ricordo e l’umore ne risente, visto che siamo ancora agli ultimi giorni di agosto. La vita è ricominciata daccapo, umili impiegati che riprendono la via degli uffici, gli scolari che hanno ricominciato il tormento quotidiano chiamato scuola (a dir la verità qua gli scolari se la spassano in confronto allo studente medio italiano, ai miei tempi almeno).
Via gli shorts e le maniche corte. Con una fretta inspiegabile gli svedesi hanno tirato fuori maglioni e giacchette autunnali anticipando addirittura un poco l’arrivo dell´inverno. Si vede che non ne potevano davvero piu’ di estate e che avevano bisogno di tornare alla quotidianità, non si puó di certo stare in vacanza per sempre.
La cosa strana e divertente è che nel mese di maggio basta una giornata di sole e qualche grado sopra lo zero per cominciare a vedere maniche corte e magliette scollate nella prospettiva del caldo estivo. Ma una giornata di tarda estate con una temperatura comunque accettabile porta una quantità enorme di giacche e maglioni vaganti. Ma non credo che gli svedesi siano i soli.

Mi ricordo benissimo quando la mia ragazza venne a trovarmi a Milano nel finire di un caldo settembre ed in una metrò caldissima e irrespirabile l’unica nordica si poteva notare oltre che per il biondo dei capelli e per la carnagione chiara anche perchè era l’unica in maglietta in un mare di giacconi invernali. E il bello è che aveva ragione lei! Fino a che non me lo fece notare anche io credevo giusto tenermi il mio bel giaccone autunnale…in fondo eravamo quasi ad ottobre!

Comunque questi giorni italiani mi hanno fatto riscoprire la bellezza della mia città nel mese di agosto. Milano nel mese di agosto diventa finalmente vivibile anche se la pioggia torrenziale che ha colpito la città è durata la bellezza di una settimana. Non si capisce come mai in questi periodi tutti diventano spiritosoni e campioni della risata. In un giorno di pioggia agostana a Milano, tu che vivi nel nord Europa e che quel clima non lo sopporti piú, perché lo hai visto tutto l´anno, diventi la causa di temporali, grandinate, freddo e tempeste, manco fossi Eolo o il padre eterno. E cosí in una giornata capita l´amico che ti invita caldamente (si fa per dire) a ritornare al “tuo” paese per scongiurare altre catastrofi, il parente o genitore che ti accoglie con un simpatico: “hai portato proprio il bel tempo!” e addirittura il vicino di casa con cui non hai contatti del lontano 1989, ma che sfrutta l´occasione per fare il battutone sulla sfiga che hai di tornare in Italia e trovare la pioggia. Come se non ci pensassi giá cinquanta volte al giorno!

Dicevo di Milano. Strade finalmente piú tranquille, pomeriggi caldi (quando il sole si é degnato di farci compagnia) che tengono chiusi in casa buona parte della popolazione, la cittá finalmente svuotata di zarri e cafoni vari, tutti a spaccarsi fino alle prime luci del pomeriggio sulle povere spiagge di Ibiza e Formentera, che niente hanno fatto di male per attirarsi una simile sciagura.

Ma devo ammettere che ho anche apprezzato lo stile italiano di vita. Per caritá nessun pulpito nazionalistico. A chi mi chiede se mi manca l´Italia, dico sempre che mi mancano le persone che me la rendevano e che ancora me la rendono cara. Nessun rimpianto per certi atteggiamenti. Certo che la buona cucina, il poter passare intere serate all´aperto munito soltanto di una maglietta e di pantaloncini, la buona bottiglia di vino da bere con gli amici sotto le stelle, una bella serata alla festa dell´Unitá ad ammazzarsi di panzerotti e di salamella sono fenomeni che possono capitare anche qua di tanto in tanto, ma che per forza di cose sono limitate a un paio di mesi all´anno. Ed erano cose che io adoravo!

Adesso sono in Svezia da qualche giorno. La pioggia cade quasi tutti i giorni, qui siamo ormai in autunno. Ma gli studenti che in questi giorni stanno festeggiando l´inizio dell´universitá non si curano nemmeno tanto di questo, carichi come sono di alcool e pasticche varie. Qui é iniziato l´”insparkning”, ve ne parleró la prossima volta.
La prima settimana di lavoro é stata molto dura ma vedo con positivitá al futuro e alle nuove sfide e ai cambiamenti che cominceranno nel mese di settembre.

Buon ritorno a casa!

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Anche la Svezia sta vivendo la sua estate infuocata. Qui a Jönköping la settimana scorsa si è registrata l’incredibile temperatura di 34 gradi. Poco male visto che qui in Svezia dovunque ti giri c’è un bel laghetto dove rinfrescarsi.

Il mese di luglio rappresenta quello che agosto è per noi in Italia. Tutte le scuole sono ovviamente chiuse (qui la parola esame di maturità è sconosciuta) ed i cittadini svedesi scelgono in prevalenza questo periodo dell’anno per gustarsi le meritate vacanze. Le spiagge sono piene, cosi’ come i caffè all’aperto , cosi’ come le gelaterie. In proporzione la Svezia è tra i primi consumatori di gelato, ma soprattutto di caffè al mondo. Cosi’ non è raro trovare svedesi che passano l’intera giornata a chiaccherare seduti in giardino davanti ad una bella brocca fumante di caffè bollente.

Ad agosto si ricomincia con la solita Svezia. Qui il ferragosto è un giorno normalissimo con studenti normalmente indaffarati nei primi giorni di scuola e i lavoratori alle prese con i primi mesi stagionali. Agosto, e non settembre, in Svezia è il mese dei ripensamenti sugli anni e sull’età.
Ma intanto non si parla d’altro che di estate. Il piacere che hanno gli svedesi nel gustarsi il caldo è impressionante. Non lo può di certo capire chi non ha mai provato l’esperienza di terribile inverno scandinavo.

Nessuno lavora in questo periodo, la nazione è decisamente tirata avanti dagli immigrati. Lo svedese medio è affacendato nelle tipiche attività estive: spaparanzarto su qualche spiaggia a godersi la tintarella ormai acquisita (ricordo che l’anno scorso, quando vennero i miei amici dall’Italia, mostravamo fieri la nostra italianità attraverso il biancore mozarella pallida delle nostre pelli. Ci si notava in tutta la spiaggia); su un prato e spendere l’intera giornata a leggere un libro o ad ammazzarsi di sudoku ; a mangiarsi un bel gelato in compagnia della famiglia o della morosa; a sistemare il giardino o il cortile; pensate che il “fai da te” da queste parti è addirittura considerato “divertente”! La città di Jònkoping, insomma, sprizza vita da ogni poro

Però, l’ultimo weekend son fuggito da questa Rimini scandinava per trovare un po’ di relax in campagna.

La campagna svedese è calma come un cimitero, ma a volte, ci si diverte di meno. Interi chilometri di strade deserte con ai bordi migliaia di ettari di boschi. E’ il vero contatto con la natura. E’ difficile trovare piu’ di 5 o sei macchine durante una breve gita fuori dalla città, è molto piu’ probabile incontrare una lepre che scappa o un cervo che saltella di qua e di là. O le tanto temute alci. Che però in questo periodo si tengono ben lontani dalla caldazza delle strade per spiaggiare i loro 400 chili di muscoli all’ombra di qualche alberello secolare.

Non è di certo un problema trovare un qualche laghetto dove bagnarsi. Ad ogni angolo, nascosto tra i boschi, si trova uno splendido lago ed un silenzio da favola. A volte sembra di appartenere ad un’altra epoca.

E questa è la vera protagonista della campagna svedese. La “stuga”. Casette rosse fatte prevalentemente di legno e tutte uguali dove gli svedesi amano passare i weekend lontano dalle “grandi” città. Vale davvero la pena un viaggio nella Svezia piu’ incontaminata

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Una delle caratteristiche di cui gli abitanti di Jönköping vanno maggiormente fieri della loro città è il lago Vättern. Esso è il secondo lago piu’ grande di Svezia e addirittura il settimo piu’ vasto d’Europa. Come potrete capire, siamo di fronte ad un elemento eccezionale. Il lago rende la città di Jönköping una meta molto carina e piacevole dove passare le vacanze, tanto che persino dalla lontanissima Germania vengono fino a qua per il meritato riposo teutonico.

Il lago Vättern non sarà mai benedetto abbastanza dagli abitanti di Jönköping, specialmente in questo periodo estivo, con temperature assurde (per la Svezia) e superiori ai 30 gradi. L’intera città si rilassa sulla spiaggia del Vättern, mettendo in evidenza tutto il lavoro fatto in palestra durante il freddo inverno, e dimentica i momenti grigi, qualche mese fa, quando il suo lago principale l’aveva momentaneamente tradita, con una enorme distesa di ghiaccio durata la bellezza di 3 mesi. Sembra quasi strano fare il bagno nel posto dove solo 3 mesi fa camminavo.

Il lago ha un perimetro di circa 642 chilometri ed una profondità media pari a 40 metri, ma con punte massime che arrivano addirittura a 128 metri.Il lago ha un’acqua di qualità eccellente. Si stima che circa 250000 svedesi ricevano l’acqua che bevono dal lago.

Il nome Vättern viene dal nome svedese per acqua che è “vatten”, ma esistono altre leggende piu’ interessanti.

Si narra che una volta, nel luogo dove c’è ora il lago, esistesse una valle florida e ricca, dove regnavano nello stesso castello due fratelli, indovinate un po’? Uno era buono e uno cattivo!! Non ve lo aspettavate eh? Quello buono si chiamava Vise (saggio) e l’altro si chiamava Vätte.
Ma poi arrivò una fanciulla a seminare altra zizania. Infatti Vise si innamorò, mise la testa a posto e si costrui’ un proprio castello dove passare il resto della sua vita con la sua bella. Ma Vätten, rimasto solo e incazzato nero, si ingelosi’ tremendamente, uccise il fratello, si sposò la cognata e si usurpò persino il castello, che razza di gaglioffo!! Ma il bene vince sempre nelle leggende. Cosi’ un caro amico della principessa, un tale Atle, musico, artista alternativo un po’ punk, vegetariano forse, si rivolse alla sua cara amica sirena. La sirena aveva il potere sulle acque cosi’ decise di aiutare l’amico Atlas. Con una dolce melodia di liuto soffiarono la principessa a Vätten, che ancora rimbecillito dal vino e dalle escort che a quel tempo si chiamavano cortigiane, non si accorse che al posto della sua sposa-cognata-principessa si era intrufolata nel suo castello la sirena regina delle acque. Questa non fu una ospite cortese e poco dopo essere entrata ordinò alle acque di invadere la valle sommergendo completamente il castello di Vätten, da cui prese il nome il lago in seguito formatosi. Si dice che Vätten non la prese proprio bene e che quando il lago è in tempesta, è il principe maligno che si arrabbia ripensando al suo destino, quando il lago si calma è invece la sirena che lo rimette al suo posto con una bella liutata sulla capa.

Una cosa molto famosa legato al lago Vättern è la Vätternrundan (letteralmente giro del lago). Essa si tiene a metà giugno e consiste in una bella e rilassante biciclettata di 300 chilometri, 30 miglia svedesi che inizia e finisce a Motala, una città a nord di Jönköping, dopo aver percorso un bel tratto di lago. E’ il piu’ grande evento ciclistico del mondo e vi partecipano circa 20000 bikers. Pensate che l’anno scorso ben 31 nazioni furono rappresentate durante la competizione. Il vätternrundan non è una vera e propria gara, tanto è vero che non ci sono vincitori. Tutti alla fine della gara ricevono una medaglia e un diploma che potranno sicuramente far valere al successivo colloquio di lavoro. La prima gara è datata 1966 e ci sono 11 eroi che hanno fatto tutte le edizioni dal 1966 a oggi.

Adesso dopo aver parlato tanto, vado a spararmi la mia solita umiliazione quotidiana al lago! Perchè umiliazione? Primo perchè in spiaggia qua sono tutti fighi e con fisici scolpiti nel marmo dallo stesso martello di Thor, e poi perchè la mia ragazza gioca a calcio con la mia masculinità umiliandomi in prove di resistenza al freddo dell’acqua del lago.

Ammazza sti svedesi…

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