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Oggi in Svezia ed in tutto il centro e nord Europa si festeggia il Valborgmässoafton: per tutti coloro che ancora hanno problemi con la lingua svedese, si può usare anche il piu’ elementare soprannome di Valborg.
Le origini di questa festa si perdono nell’alto medioevo, periodo in cui l’Italia già da secoli sguazzava sotto l’oppressione vaticana ma che vedeva un nord Europa ancora del tutto o parzialmente pagano. Sembra che le origini di tale festa siano in una festività vichinga in cui si voleva celebrare l’arrivo della primavera.

Come tutti sanno, a cavallo dell’anno mille, i Vichinghi si spinsero in parecchie regioni del nord Europa. Insieme alla simpatica abitudine di schiavizzare i bambini, all’elmo con le corna che ancora si può trovare sulla testa di qualche italiano in gita a Stoccolma e al pratico cucchiaino per pulirsi le orecchie, i Vichinghi esportarono anche questo culto della primavera.

Per tutti gli italiani che considerano assurdo o quanto meno in ritardo festeggiare la primavera il 30 aprile o il primo maggio, ricordo che qui il 21 marzo fa un freddo cane, che nel nord della Svezia solo ieri ha sparato l’ultima nevicata e che da queste parti si dice primavera solo quando la temperatura sale e il ghiaccio si scioglie, cioè da qualche giorno a questa parte.

La sera del Valborgmässafton tutti gli svedesi si ritrovano intorno ad un enorme fuoco che brucia tutta notte. Ci sono due scuole di pensiero sull’interpretazione di questo fuoco: la prima è che il fuoco scaccia le streghe, molto presenti nell’immaginario nordico anche in virtu’ dei lunghi e freddi inverni e delle giornate invernali buie e ventose, paesaggio ideale per qualsiasi entità maligna sporca e cattiva; la seconda è che con il fuoco metaforicamente si fa fuori il vecchio per dare spazio al nuovo. Praticamente la stessa ragione che spinge alcuni italiani a capodanno a lanciare mobili ed elettrodomestici dalla finestra, però in salsa svedese, cioè molto piu’ tranquillo e meno pericoloso.

Pericolo che comunque esiste. La Svezia è una nazione piena di alberi ed in questa nottata i fuochi sono accesi proprio all’aperto, quasi sempre in prossimità di boschi. Il risultato è la notte peggiore dell’anno per i vigili del fuoco che si sparano una notte da incubo, che in confronto le streghe di cui sopra sono soltanto simpatiche vecchiette venute a portare gli ortaggi del proprio orto.
Infine accompagnato a tutta questa moltitudine(si fa per dire, in Svezia sono solo nove milioni) ci si rallegra con un po’ di canti tradizionali, piu’ che altro con radici nel secolo scorso, il secolo d’oro del folk svedese. Canzoni che trattano ovviamente di primavera, di luce e di sole

Anche voi, amici in Italia e sparsi per il mondo, provate l’ebbrezza di una valborgmässafton: bruciate la vostra sedia preferita, la vostra poltrona o perchè no, il vostro letto. La primavera è arrivata, abbandonate la vostra casa e preparatevi a rivivere la strada!! Buona festa di primavera

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Ritorno in terra svedese dopo la lunga pausa pasquale in Italia. In pochi giorni ne sono successe parecchie: due visi noti della televisione italiana sono passati a miglior vita, le elezioni sono state uno sbaraglio geografico totale, la pioggia mi ha ricordato quanto idealizzi “o’ paese du sole” quando mi trovo lontano dall’Italia per poi venire ripagato con diluvi e temporali una volta tornato. I miei amici tirano fuori l’ombrello e ritirano dentro gli abiti estivi ogni volta che sanno di un mio ritorno. C’è anche da dire che dopo il mio passaggio per Como sono stati trovati due cadaveri tra le acque del suo lago.

In Svezia è scoppiata la primavera. Il ghiaccio che ci ha attanagliato un intero inverno è finalmente scomparso. Rimane soltanto una gigantesca montagna di neve nera che al tempo fu accumulata fuori dall’autostrada con tutta la neve spazzata dalle strade e che probabilmente ci accompagnerà fino ad agosto.

Gli svedesi perdono la testa quando viene il bel tempo. All’inizio li prendevo in giro e li trovavo ridicoli, adesso devo dire che, dopo un anno di Svezia, mi trovo a fare cose che solo pochi mesi fa trovavo stravaganti.
La regola con i primi caldi primaverili è stare all’aperto. Non importa se per fare questo ti ci vogliano una o piu’ coperte sulle spalle. Se esce il primo sole nessun vero svedese può starsene al chiuso a casa e sentirsi a posto con la propria coscienza. Il primo caldo stagionale, e parliamo di sette gradi, non è di certo passato inosservato anche ad un passante distratto come me, visto che, in giro per le strade, non c’era tavolino all’aperto che non fosse occupato da “lucertole” svedesi intenti a prendersi la propria parte di bramato sole.

L’obbligo di uscire quando fa caldo, specie in estate, può portare eccessi. Per esempio che lo svedese si stufa di stare all’aperto per tanti giorni di seguito, ma non può scendere a patti con se stesso e decidere di stare chiuso in casa con una giornata di sole. Cosi’ comincia a desiderare finalmente una pausa piovosa che gli eviti questi problemi di coscienza per potere tornare nuovamente alle sue attività quotidiane fatte tra le quattro mura.

Non c’è cosa piu’ bella delle giornate che si allungano dopo tanta oscurità, della natura che rifiorisce dopo un tale lungo inverno, delle strade e dei parchi che si ripopolano. La bandiera svedese ed i suoi colori, giallo e blu, rappresenta il sole e le acque di questa terra. E’ una bandiera adatta solo a questa stagione. Inizia ora il periodo migliore per visitare la Svezia. Affrettatevi, tra quattro mesi potrebbe essere già troppo tardi.

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