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Posts Tagged ‘inverno’

Sabato scorso si è svolto a Hyo, un posto dimenticato da Dio e col nome più corto del mondo, il consueto rito del bagno nel Vättern in occasione della prima domenica di avvento. Una trentina di persone ha partecipato all´allegra scampagnata e un altro migliaio di persone ha assistito al rito annuale con occhi esterrefatti e con sorrisetti di approvazione.  Inutile dire che da quei pazzi io ero lontano qualche chilometro geograficamente e idealmente migliaia di anni luce.

L´inverno svedese arriva, non arriva, chi se ne importa. Quest´anno ho deciso di fare a modo mio.

Il mese di ottobre ha rappresentato la svolta. Basta seguire i consigli della mia ragazza svedese che qui ci è sempre vissuta e che quindi non può davvero capire la sofferenza che scaturisce dalla freddazza. Giacca autunnale gettata via con le prima pioggia, orgoglioso primatista di giacca invernale in città. E soprattutto ha fatto la sua ricomparsa, dopo tanti anni di cantina, la mitica magliettona della salute!

Ma chi l´ha detto che la magliettina della salute è da vecchi? Io da quando ne ho riscoperto l´uso ho ricominciato a vivere, anche d´inverno! La mia vita sociale, che di solito scendeva clamorosamente a livelli vegetali in inverno (persino uscire per buttare la spazzatura era uno sforzo enorme) si è risollevata riportandomi ad incredibili livelli di popolarità!

E non solo. Sciarpa. Guanti e cappello. Maglione sopra alla camicia sopra alla maglietta della salute. E un piano di battaglia pronto anche per quando le temperature scenderanno a livelli spaventosi. Doppio maglione.  Triplo maglione. Quest´anno l´inverno non mi frega!

L’unico problema che non ho ancora risolto è quello delle gambe. Il freddo alle gambe si può combattere solo con una bella calzamaglia. Ma devo ammettere che il residuo machismo italico mi ha fino a questo momento frenato. Non credo di potermi sentire un vero uomo con maglietta di lana e calzamaglia.

Iil metodo ha funzionato benissimo fino a questo momento. Penso però che sia merito soprattutto del caldo inverno piuttosto che della mia sagacia. Le temperature a Jönköping da due settimane a questa parte sono addirittura più alte di quelle di Milano…

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Una delle caratteristiche di cui gli abitanti di Jönköping vanno maggiormente fieri della loro città è il lago Vättern. Esso è il secondo lago piu’ grande di Svezia e addirittura il settimo piu’ vasto d’Europa. Come potrete capire, siamo di fronte ad un elemento eccezionale. Il lago rende la città di Jönköping una meta molto carina e piacevole dove passare le vacanze, tanto che persino dalla lontanissima Germania vengono fino a qua per il meritato riposo teutonico.

Il lago Vättern non sarà mai benedetto abbastanza dagli abitanti di Jönköping, specialmente in questo periodo estivo, con temperature assurde (per la Svezia) e superiori ai 30 gradi. L’intera città si rilassa sulla spiaggia del Vättern, mettendo in evidenza tutto il lavoro fatto in palestra durante il freddo inverno, e dimentica i momenti grigi, qualche mese fa, quando il suo lago principale l’aveva momentaneamente tradita, con una enorme distesa di ghiaccio durata la bellezza di 3 mesi. Sembra quasi strano fare il bagno nel posto dove solo 3 mesi fa camminavo.

Il lago ha un perimetro di circa 642 chilometri ed una profondità media pari a 40 metri, ma con punte massime che arrivano addirittura a 128 metri.Il lago ha un’acqua di qualità eccellente. Si stima che circa 250000 svedesi ricevano l’acqua che bevono dal lago.

Il nome Vättern viene dal nome svedese per acqua che è “vatten”, ma esistono altre leggende piu’ interessanti.

Si narra che una volta, nel luogo dove c’è ora il lago, esistesse una valle florida e ricca, dove regnavano nello stesso castello due fratelli, indovinate un po’? Uno era buono e uno cattivo!! Non ve lo aspettavate eh? Quello buono si chiamava Vise (saggio) e l’altro si chiamava Vätte.
Ma poi arrivò una fanciulla a seminare altra zizania. Infatti Vise si innamorò, mise la testa a posto e si costrui’ un proprio castello dove passare il resto della sua vita con la sua bella. Ma Vätten, rimasto solo e incazzato nero, si ingelosi’ tremendamente, uccise il fratello, si sposò la cognata e si usurpò persino il castello, che razza di gaglioffo!! Ma il bene vince sempre nelle leggende. Cosi’ un caro amico della principessa, un tale Atle, musico, artista alternativo un po’ punk, vegetariano forse, si rivolse alla sua cara amica sirena. La sirena aveva il potere sulle acque cosi’ decise di aiutare l’amico Atlas. Con una dolce melodia di liuto soffiarono la principessa a Vätten, che ancora rimbecillito dal vino e dalle escort che a quel tempo si chiamavano cortigiane, non si accorse che al posto della sua sposa-cognata-principessa si era intrufolata nel suo castello la sirena regina delle acque. Questa non fu una ospite cortese e poco dopo essere entrata ordinò alle acque di invadere la valle sommergendo completamente il castello di Vätten, da cui prese il nome il lago in seguito formatosi. Si dice che Vätten non la prese proprio bene e che quando il lago è in tempesta, è il principe maligno che si arrabbia ripensando al suo destino, quando il lago si calma è invece la sirena che lo rimette al suo posto con una bella liutata sulla capa.

Una cosa molto famosa legato al lago Vättern è la Vätternrundan (letteralmente giro del lago). Essa si tiene a metà giugno e consiste in una bella e rilassante biciclettata di 300 chilometri, 30 miglia svedesi che inizia e finisce a Motala, una città a nord di Jönköping, dopo aver percorso un bel tratto di lago. E’ il piu’ grande evento ciclistico del mondo e vi partecipano circa 20000 bikers. Pensate che l’anno scorso ben 31 nazioni furono rappresentate durante la competizione. Il vätternrundan non è una vera e propria gara, tanto è vero che non ci sono vincitori. Tutti alla fine della gara ricevono una medaglia e un diploma che potranno sicuramente far valere al successivo colloquio di lavoro. La prima gara è datata 1966 e ci sono 11 eroi che hanno fatto tutte le edizioni dal 1966 a oggi.

Adesso dopo aver parlato tanto, vado a spararmi la mia solita umiliazione quotidiana al lago! Perchè umiliazione? Primo perchè in spiaggia qua sono tutti fighi e con fisici scolpiti nel marmo dallo stesso martello di Thor, e poi perchè la mia ragazza gioca a calcio con la mia masculinità umiliandomi in prove di resistenza al freddo dell’acqua del lago.

Ammazza sti svedesi…

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Dopo un inverno polare, un aprile freddo e un maggio piovoso, anche la Svezia, quando meno ce lo aspettavamo, è stata colpita dall’estate!! Sembra di stare in un altro mondo.
Le strade, piuttosto deserte nel resto dell’anno, si sono riempite di persone, i bar e i caffè, rigorosamente all’aperto, sono strabordanti di umanitä varia fino all’ultima seggiola, gente sorridente che passeggia senza meta e che ricomincia a sentire il piacere della brezza estiva, ragazze bellissime e biondissime con sempre meno vestiti addosso e con pantaloncini sempre piu’ corti, individui che sfruttano i posti piu’ impensabili per sdraiarsi e prendere il sole. Stare a casa in questi giorni è un crimine contro l’umanità!! E dopo un intero inverno in Svezia, il primo della mia lunga storia, posso finalmente dire che gli svedesi hanno davvero ragione. Si impara ad apprezzare il sole solo quando non lo si ha. Qui il sole non è garantito, oggi c’è, domani chissà. Bisogna assorbire la maggior parte di calore possibile e mettere in saccoccia in previsione di un nuovo inverno

A Jönköping è arrivata l’estate, ed è proprio come la si immaginava. La città è bellissima in questo periodo, gente, colori, odori e poi…il lago. Il lago è come il nostro mare, ragion per cui l’atmosfera che si respirava ieri era da località turistica. C’erano persino i primi pazzi che si bagnavano. Vabbè si sa che i Vichinghi sono gente tosta, figuriamoci se si spaventrano per un bagno nell’acqua gelida. Spiagge affollate, parchi pieni, pensate che persino gli uffici chiudono in anticipo in queste occasioni e danno la possibilitä ai dipendenti di godersi il meritato sole…

E poi la bellezza delle giornate lunghissime. Le lunghissime e buie giornate invernali hanno finalmente lasciato il posto alla luce quasi permanente. E’ impagabile uscire di casa alle 10 di sera e fare una passeggiata in un trionfo simile di colori. E’ una cosa di cui non mi potrò mai abituare, proprio come alle ragazze bionde.
Questa è una foto fatta in un parco alle 9 e mezzo di sera

E questa è l’ultima foto della giornata, scattata verso le 11 di sera.


Adesso da buon svedese acquisito, vi lascio e vado a godermi un pomeriggio di strameritato sole. Buon divertimento

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