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Archive for maggio 2010

Si è consumata ieri sera l’ennesima edizione dell’Eurovision song contest. L’evento, dopo le partite di calcio, è il piu’ seguito dalle televisioni mondiali e vanta un record di 120 milioni di spettatori attaccati alla televisione per seguire l’evento. Non vi preoccupate se non ne avete mai sentito parlare. L’evento è snobbato dall’Italia ormai dal lontano 1997, nonostante sia stata una delle nazioni presenti alla prima edizione luganese, nel 1956.

L’Eurovision Song Contest è una rassegna delle migliori canzoni pop provenienti da tutte le nazioni europee. Le canzoni sono in prevalenza in inglese, ma qualche coraggioso sfida ancora la moda attuale e si rifugia nella lingua nazionale, i francesi ovviamente, gli spagnoli, ma anche qualche nazione dell’est Europa. Il paese vincitore dell’anno passato fu la Norvegia, motivo per cui alla stessa Norvegia toccava ospitare quest’anno la manifestazione.

Il festival, trionfo del trash e della musica super commerciale, può anche essere visto come una sorta di Giochi senza frontiere della musica (non a caso l’ultima edizione a cui l’Italia partrecipò fu proprio condotta da Ettore Andenna, allora conduttore del mitico programma “Giochi senza frontiere”) .
Lo schema è quello seguito dal festival di Sanremo, solo con molte piu’ luci, colori e spettacolo. Tutte le nazioni d’Europa sono collegate e possono votare la canzone migliore proveniente dai vari paesi.

L’Italia ha vinto due volte la manifestazione. La prima fu nel 1964 con l’allora sedicenne Gigliola Cinquetti e la canzone “Non ho l’età” e la seconda nel 1990 con Toto Cutugno. L’ultima edizione a cui l’Italia partecipò fu il 1997 con i Jalisse, in quella occasione si parlò di forte boicottaggio della stessa RAI affinchè il duo italiano non vincesse la manifestazione cosi’ da non dover pesare la RAI dell’obbligo(economico ed organizzativo) di ospitare la manifestazione dell’anno seguente.

Mi sono informato un po’ sulla mancata partecipazione italiana a questa manifestazione. Mi sentivo fiero del fatto che decidessimo sdegnati di non parteciparsi visto il basso livello culturale della manifestazione. Poi ho pensato a Sanremo ed al basso livello, appunto, culturale, della televisione italiana, e ho capito che la motivazione doveva ricercarsi in qualcosa di diverso.

Come primo appunto devo dire che la mancata partecipazione italiana ci esclude anche da una manifestazio europea importante, danneggiando anche non poco la lingua italiana. La lingua italiana, molto amata nel mondo, ma che non riesce ad esportare la sua musica all’estero, eccetti i casi imbarazzanti di Ramazzotti, Pausini, Nek. Portare voci e canzioni interessanti a questo tipo di manifestazione potrebbe portare piu’ popolarità ai cantanti italiani, ma anche dare all’Italia un minimo di atmosfera europea, cosa che in Italia, con i film tradotti e le interviste doppiate, di certo non abbiamo. Per dare un esempio, nell’est Europa ancora si canta “Non ho l’età” e Toto Cutugno è uno dei cantanti piu’ famosi (certo che se Cutugno è tutto quello che possiamo mandare, allora meglio starsene a casa).

Sembra che le motivaziioni della esclusione dell’Italia siano dovute al vil denaro oltre che al fiasco nell’organizzazione dell’ultima edizione italiana, nel 1991, a Roma.
Nel 1991 l’edizione venne affidata proprio ai due vincitori italiani precedenti, Toto Cutugno e Gigliola Cinquetti. L’edizione del 1991, a detta di molti commentatori europei, viene ricordata, ahimè, come una delle peggiori. L’organizzazione dell´evento fu minata da molti problemi: l’orchestra che non si presentò al momento delle prove a causa di uno spaventoso temporale che aveva colpito Roma quel giorno, artisti che si lamentarono per essere rimasti senza cibo e senza bevande proprio nella patria del buon cibo e del buon vino oltre che del chinotto, e infine i due presentatori parlarono italiano per tutta la durata della manifestazione rendendo praticamente impossibile per tutto il resto d’Europa seguire quello che veniva detto e discusso sul palco. A rendere il festival davvero “all’italiana” si aggiunsero anche una invasione di scena e un grosso pasticcio durante le votazione. La trasmissione, grazie a Dio, terminò, anche se con ben un’ora di ritardo e fu vinta dalla Svezia.

Come detto la RAI cancellò dal 1997 la manifestazione dal palinsensto adducendo la motivazione dello scarso interesse di pubblico(mai confermato comunque dall’audience). La stessa manifestazione di quell’anno fini’ nel giallo. I Jalisse erano dato come straordinariamente favoriti, ma qualcosa successe nel momento della votazione(c’è l’uso di scambiarsi i voti tra nazioni vicine, la Serbia di solito dà il massimo punteggio alla Bosnia, l’Inghilterra all’Irlanda, la Russia all’Estonia etc etc), e i Jalisse si trovarono clamorosamente fuori dal podio. Il giallo prosegui’ fino alle accuse degli stessi Jalisse alla RAI di boicottaggio successivo a quel fatto, con completa scomparsa del gruppo dai palinsensti e continue bocciature alla presentazione di canzoni nelle edizioni successive dei festival di Sanremo.

Se qualcuno vuole dire la propria per chiarire un po’ la vicenda o per renderla piu’ losca, è ben accetto a qualsiasi commento.

Comuqnue per la cronaca, quest’anno ha vinto la Germania. La Svezia ha perso in semifinale con una canzone, a mio parere, ascoltabile, ma non adatta alla competizione.
La ragazza vincitrice, Lena-Mayer Landrut, si distingue, oltre che per essere una bella ragazza di 19 anni, per la catenina di Taizè che porta al collo. Non poteva di certo mancarle il mio appoggio!!!

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C’è un programma, su una tv commerciale svedese, chiamato “Drömmen om Italien” (Sognando l’Italia).
Il programma è finito da poche settimane ed è stato uno delle novità di maggiore successo dell’annata televisiva svedese.

Il modello è sempre quello: la grande piaga del reality purtroppo ha dilagato anche nella civile Svezia.
Il programma verte su cinque coppie che devono partire per l’Italia per costruire ed arredare un bed and breakfast che poi solo la coppia vincente potrà gestire, garantendosi cosi’ il sogno di un trasferimento in Italia a vita. Il programma è condotto da un volto noto della televisione italiana, Filippa Lagerbäck.

In Svezia l’Italia è vista come un sogno: il paese del buon vino, del cibo e dell’arte. Cosa volere di piu´? Ed i produttori televisivi della trasmissione non fanno altro che mostrare quello che i telespettatori vogliono vedere trasformando la trasmissione in una serie di clichè sull’Italietta.

L’Italietta è fatta di muratori che troppo spesso prendono una pausa dal lavoro per farsi uno spuntino e fumarsi la sigarettina. L’architetto che coordina i lavori è un mezzo pasticcione che non è in grado di rispettare le scadenze, il vicino di casa sempre sorridente e e disponibile a scambiare due chiacchere con te mentre sei a passeggio o mentre sei in qualsiasi negozio, italiani che hanno tali difficoltà nell’uso dell’inglese da non riuscire persino a pronunciare la parola “bed and breakfast”. (Attenzione: non giudico sbagliati questi clichè, anzi, noto solamente che non si voglia andare piu’ in superficie nella realtà contemporanea italiana.)
L’Italia è rappresentata con le sue immagini piu’ belle. Le finestre danno sempre sul mare o su colline verdeggianti, il vino rosso non manca mai nelle terrazze all’aperto, scontato è “O sole mio” che sempre “sta in fronte a te”.

Le coppie sono piuttosto improbabili. Una coppia di ricconi di Stoccolma che palesemente sono li’ solo per godersi il vinello delle cantine. Una coppia di manager assolutamente stronzi e distaccati da tutti gli altri. Infine una coppietta di mezza età tipicamente svedese, gentile e curiosa di Italia ma senza la necessaria energia, ideale per tirare su e gestire una struttura turistica. Le ultime due sono le coppie piu’ affiatate e piu’ affidabili, non a caso loro sono quelle arrivate in finale.

Il programma si svolge a Lapedona, splendido paesino di 1000 abitanti nel sud delle Marche. Le coppie devono passare 10 settimane tra lavoro e piacere. Durante le ore di piacere sono comprese le lezioni di italiano, lezioni di cucina, e conoscenza della gente del posto.

Per me e per la mia fidanzata è stato divertente seguire questi svedesi adattarsi alla vita locale italiana, lottare contro la difficile lingua italiana, adattarsi alle tante regole culinarie dello Stivale, godersi gli stereotipi sull´Italia e sulla Svezia. Il tutto ha reso l’Italia ancora piu’ popolare in Svezia, anche se qui molti ritengono l’Italia un bellissimo paese dove passare le vacanze, non dove vivere. Il film di Gandini “Videocracy” è stato passato sulla rete pubblica in prima serata pochi giorni fa. Ormai tutti in Svezia sanno.

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E finalmente è arrivata la tanto attesa coppa con le orecchie!
Inutile nascondersi. Sono interista e anch’io ieri ho goduto e sofferto dietro la mia squadra del cuore che bastonava i malcapitati tedeschi. C’è ancora piu’ piacere a vincere la coppetta di cui sopra da immigrato.

L’atmosfera a Jönköping non era di certo quella delle grandi occasioni. Sulla città splendeva un sole meraviglioso, ciò ha portato i nostri cari svedesi a passare pomeriggio e serata all’aperto con grigliate e sbevazzate varie. Qualche coraggioso ha persino già messo il piede in spiaggia.
Attesa per la finale: poca.
Ma non in casa mia. In casa mia dal pomeriggio tutto era pronto. Programma dellla serata

Ore 16: visione di alcuni video su youtube per entrare in atmosfera partita. I video comprendevano soprattutto i racconti delle epiche battaglie di quest’anno contro Chelsea e Barcellona

Ore 19: sintonizzazione della radio su internet sul sempre valido Scarpini. Per molti anni ho considerato Scarpini solo un esaltato, ma si sa che con gli anni si matura. Inoltre a chilometri di distanza mi avrebbe fatto piacere vivere un po’ di sano calore calcistico nazionalpopolare. I commentatori svedesi sono piuttosto freddi e noiosi, e durante le partite prendono eteeeerne pause di silenzio.

Ore 20: Dopo vari tentativi e combattimenti col computer capisco che Scarpini non sarà disponibile. La velocità che gira su internet è diversa dalla televisione. Ragion per cui mi dovrò sorbire il soporifero commento svedese

Ore 20:01 A commentare la partita c’è il mio vichingo preferito: Glenn Strömberg!! Mitico condottiero di quell’Atalanta che nella stagione 1987-88, pur essendo in serie B si spinse fino alla semifinale di Coppa delle Coppe. La sua grinta porterà fortuna ai colori nerazzurri, che anche lui ha difeso a suo tempo pur essendo quelli dell´Atalanta, ma soprattutto porterà grinta ai ragazzi e meno noia a me.

Ore 20:30: Ci siamo. Le squadre entrano in campo. Tutto pronto. Vino per me sul tavolo e popcorn per la mia ragazza (piu’ o meno obbligata a rimanere a casa con me a vedere la partita). Lei non capisce davvero quanto sia importante questa partita. Nessuno non amante del pallone che rotola può capire cosa voglia dire vivere a Milano la propria gioventu’, scuole superiori e università, da interista, deriso da milanisti e juventini che si godevano una coppetta dietro l’altra mentre noi ci consolavamo solo con il nostro mitico “mai stati in B”.

Ore 22:00 circa: Il mitico Milito gonfia la rete per la seconda volta. La coppa è vicina. Ma qui in Svezia non esiste la scaramanzia. Ragion per cui la mia ragazza abbandona il mio consiglio di mantenere il riserbo sull’andamento della partita fino al fischio finale. Minuti finali con le mani sulle palle per evitare eventuali gufate da parte di chi non capisce che, nel calcio, la sfiga esiste, eccome se esiste!!!

Ore 22:30 circa: E’ il trionfo!! Il Capitano alza la coppa al cielo, Mourinho che piange perchè già ci lascia dopo cosi’ poco tempo e qualche dichiarazione con poco stile di gente che già pensa al portafogli dell’anno prossimo. Chi se ne importa, per stasera si festeggia.

Ma Jönköping è deserta. Non si sentono di certo schiamazzi o caroselli. Non è mica l’hockey questo!!

L’ultima scena del mio trionfo, una scena un po’ da sfigato: davanti al pc collegato con la webcam della Gazzetta dello Sport, e in diretta da piazza Duomo in Milano a godere guardando tutta quella gente festeggiare. Che ci vogliamo fare: la coppa dell’emigrato

Buona Europa a tutti

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Se fate un salto a Stoccolma (un salto per modo di dire visto che vi dovete sparare le vostre migliaia di chilometri e le vostre ore di viaggio), non potete mancare di andare a visitare il Regelskeppet Vasa, italianizzato sarebbe “Nave di sua maestà Vasa”.
Il galeone ha una storia parecchio interessante che vale la pena di essere ricordata, specialmente per tutti coloro i quali la conoscenza della storia svedese inizia e finisce con i feroci e e cornuti vichinghi.

La costruzione della nave Vasa (Vasa era il nome della dinastia dell’epoca che ha praticamente fondato la Svezia) avvenne nel 1626, epoca in cui gli svedesi erano considerati un popolo tosto e belligerante. Non si poteva passare per il Baltico senza il loro permesso. Insomma gli svedesi facevano vedere i sorci verdi persino ai tedeschi e nientepopodimeno che ai temibili russi. Quel periodo e i decenni successivi vengono chiamati in Svezia come Stormaktstiden(gli anni della grande potenza).

Nel 1626 regnava in Svezia un certo Gustavo II Adolf Vasa, chiamato “Il Leone del Nord Europa” visto le sue capacità militare che portò la Svezia sul podio dopo Spagna e Russia tra le tre grandi potenze del continente, impresa che riusci’ di nuovo solo a Nils Liedholm nel 1954 e al mitico portiere Ravelli nel 1994.

Egli ordinò la costruzione della piu’ grande nave militare dell’epoca, appunto chiamata Vasa. Il progetto del re era di renderla inaffondabile , indistruttibile, ma soprattutto di mostrare la grande potenza della Svezia in giro per i mari del Nord. Questa è una delle ragioni per cui il re insistette molto con i costruttori per aggiungere materiali su materiali.

Nell’ordine fece aggiungere: un numero doppio di cannoni rispetto alla media delle navi dell’epoca, tantissime sculture classiche difficili da trovare persino nella casa di un camorrista, tonnellate di quadri, arredi, vasellame, cristallerie e tanti altri oggetti inutili che resero la nave pesantissima.

Il giorno 10 agosto 1628 le condizioni erano ottimali per fare davvero un figurone. Sole, poco vento, quanto bastava per far muovere una nave di quelle dimensioni, e i cannoni che allegramente sparavano a salve per salutare la popolazione di Stoccolma apposta giunta sul posto per salutare un evento di tale grandezza. Sembrava la classica scampagnata di primavera sul galeone, tipica per quei tempi.

La vita della Nave Vasa fu breve, molto breve. La seconda folata di vento, durante la prima navigazione, le fu fatale: la nave cominciò ad inclinarsi su un lato ed a prendere acqua, dopo poco tempo la nave si trovava già immersa 30 metri sotto acqua; raramente una inaugurazione è stata cosi’ funesta nella storia dell’umanità!!
Il re non la prese benissimo e poco tempo dopo morì in battaglia durante la guerra dei trent’anni.

Dopo parecchi secoli la nave fu recuperata praticamente intatta e fa parte oggi di uno degli itinerari turistici piu’ curiosi di Stoccolma

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Ennesima esperienza estrema di viaggio low cost dopo un piacevole weekend passato in Italia. Negli ultimi cinque anni posso dire di avere maturato una notevole esperienza di viaggi low cost. Andando contro l’abitudine comune di parlare male di Ryanair, devo ammettere che è solo grazie a questa compagnia aerea che tutti i miei viaggi degli ultimi cinque anni ed anche la stessa vita che sto conducendo al momento sono state possibili. Potrei quasi fare da testimonial visto l’entusiasmo e la conoscenza che ho per la compagnia irlandese.

Comunque stavo raccontando la mia ultima scomoda esperienza di viaggio low cost, non dovuta direttamente a Ryanair, ma indirettamente all’abitudine di piazzare i voli ad orari improbabili.

Arrivato a Stoccolma Skavsta in tarda serata e preso l’ennesimo pullmann per raggiungere Jönköping, mi è capitata la cosa peggiore per un viaggiatore seriale, la perdita della coincidenza, con l’interessante prospettiva di una bella nottata al freddo nella ridente cittadina di Linköping, dove non per la prima volta ho dovuto provare l’esperienza di girare senza meta di notte in un pieno weekend alcolico svedese.

La top 5 dei miei viaggi low cost

1) Una estate al risparmio trovai che i viaggi per Oslo sarebbero costati molto di meno di quelli per Stoccolma anche se magari sarebbero durati un poco di piu’. Mi sentivo un genio del risparmio in quel periodo. Morale della favola, pullmann per Bergamo, aereo per Oslo, pullmann per arrivare nella capitale norvegese, pullmann per Göteborg, pullmann per Jönkpöping. Lasciai Milano alle 4 di pomeriggio per arrivare il giorno dopo alle 6 di sera, dopo la bellezza di 26 ore di viaggio. Per arrivare in India ci vogliono di solito 5 ore, per l’America una decina, per l’Australia credo una ventina, per Jönköping 26!! Da quel momento i miei amici cominciarono a definire i miei viaggi “viaggi della speranza”.

2)Una notte d’estate passata a dormire all’aereoporto di Francoforte in attesa della mia coincidenza per Stoccolma. Nottata tranquilla e fresca, dormito poco e su poltroncine scomode. La mattina, dopo aver finalmente trovato una bella posizione comoda sdraiato per terra, fui svegliato da un gruppo di 5 6 poliziotti che mi parlavano in tedesco e che mi obbligarono a trovare una sistemazione su una delle poltrone. Non per parlare per luoghi comuni, ma la simpatica parlata tedesca e la divisa che portavano portö alla mente brutti ricordi di guerre mondiali. Il risveglio avvenne in una splendida nebbia mattutina nel mese d’agosto che portò alla cancellazione del mio volo, al panico successivo e all’attesa ulteriore di 10 ore in aeroporto in attesa della nuova coincidenza per Göteborg

3) Di solito evito sempre di chiaccherare durante i miei viaggi. Utilizzo il metodo di arrivare sempre devastato al momento della partenza in modo da dormire tutto il viaggio e rendere lo stesso veloce ed indolore. E’ un metodo che consiglio a tutti. Ogni volta che ho trasgredito questa regola ho pagato tragiche conseguenze. Ricordo un viaggio di andata per l’Italia in cui mi trovai a chiaccherare con questo ragazzo spagnolo soporifero lagnoso e barboso, che alle 6 di una mattina, in attesa del nostro aereo, continuava a darmi lezioni sull’Italia in virtu’ dei suoi 2 viaggi nel bel paese…niente contava che io ci avessi vissuto tutta la vita e ne sapessi molto di piu’. Con un’abile finta ed un gioco di gambe degne del miglior Ronaldo, quello vero ed ex interista, mi smarcai tra gli applausi della folla entusiasta e mi appissolai come un bambino tra i braccioli di una bella poltroncina, ben lontana dalla sua.

4) Il viaggio di ritorno dopo l’esperienza appena raccontata, indovinate un poco chi mi vado a trovare? Lo stesso spagnolo, che ormai mi trattava come un vecchio amico e che volle passare il tempo delle attese con me. Quando penso a lui mi mette di buon umore pensare che ormai ha cambiato vita e si sia trasferito di nuovo in Spagna.
Comuqnue, solito gioco di gambe e smarcamento sul pullmann dove mi trovai seduto proprio davanti a questo svedese ubriaco. Erano solo le sei di un venerdi sera e quest’uomo era proprio andato . Continuava a ruttare, a scureggiare e a parlare da solo. Non capivo granchè a quel tempo di lingua svedese, solo le parolacce, si sa, sono le prime che si imparano. Ragion per cui per la prima volta capi’ la lingua svedese fu proprio quel magico venerdi’ sera. Grazie grande uomo! Il puzzo di alcool fu senza prezzo, per tutto il resto c’è Mastercard.

5) Come dicevo l’esperienza di una notte a Linköping l’avevo giä vissuta. Notte di febbraio, zero gradi centigradi . Arrivai come al solito all’ 1 e 40 di notte, dopo aver perso la mia coincidenza per 5 minuti e davanti a me, l’infelice prospettiva di dover passare 3 ore in quella città. “Poco male”, mi dissi, “leggerò un bel libro in stazione”. Mai pensiero fu piu’ sbagliato. La stazione era infatti chiusa, chiusa tutta la notte. Brividi solo a pensarci. Risultato: notte all’adiaccio nel terribile inverno svedese perdipiu’ di venerdi’, sera in cui in Svezia orde di ubriachi si aggirano per la città come moderni vichinghi in cerca di preda e di saccheggio. Un’esperienza, appunto, da riprovare.

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spotify

La Svezia è il paese della pirateria. Quella informatica intendo. In questo paese nasce thepiratebay, la baia dei pirati; in questa terra il download di file illegali ha raggiunto livelli talmente alti da obbligare una nazione civile e rispettosa come la Svezia a creare una legge illiberale; ed in questa terra il partito dei pirati, creato subito dopo la legge di cui sopra e candidatosi alle elezioni per rendere internet gratuito per tutti e per garantire il copyleft, cioè il pubblico impiego di tutti i prodotti protetti dal diritto d’autore, ha ottenuto il 7 per cento portando addirittura 1 o 2 deputati a difendere la causa a Strasburgo, sede del parlamento europeo.

E proprio in Svezia esiste un programma che ha completamente cambiato il modo di ascoltare musica dei ragazzi dando a tutti la possibilità di ascoltare tutta la musica possibile senza andare contro alla legge. Il rimedio è spotify, un programma che garantisce musica di tutti i tipi e per tutte le età, milioni e milioni di canzoni, comprese le nuove uscite, in cambio, nella versione gratuita, bisogna solo sopportare una pubblicità ogni tanto, ogni 3 o 4 canzoni, è un prezzo che si può pagare per una tale offerta
.
Il sistema, che al momento è attivo in tutta la Scandinavia, in Gran Bretagna, Francia e Spagna ha ridotto a zero le proteste delle case discografiche mettendosi con loro d’accordo offrendo soldi in cambio di legalità . E cosi’, per la prima volta, l’accesso a quasi tutte le risorse musicali del pianeta avviene a livello gratuito. Non è possibile ovviamente avere la proprietà della canzone, quindi non è possibile scaricarsi il tutto su mp3, ma in caso di telefonino di ultima generazione, si può certamente scaricare l’applicazione e portarsi sul proprio telefonino qualcosa come 6 milioni di canzoni

Come potete immaginare, è un bel passo avanti verso la condivisione della cultura con tutti quelli che hanno una connessione a internet, e nel nord Europa ha davvero spopolato, tanto che si sta cercando di lanciare anche nel resto dell’Europa occidentale, anche se immagino che ci siano numerosi gruppi e lobby di potere che non vedono di buon occhio la diffusione della conoscenza.

C’è un modo per attivarselo anche dall’Italia, ma non sono un mago del computer, garantisco che comunque con un paio di googlate anche il piu’ negato troverà qualche buona spiegazione

Buon divertimento!!

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Come già ricordato in precedenza, a settembre si svolgeranno in Svezia le elezioni politiche per la guida del paese. E ieri è stato annunciato in forma ufficiale il programma elettorale dell’opposizione, cioè dello schieramento formato dai socialdemocratici, dai comunisti e dal fortissimo partito verde, che da queste parti veleggia oltre il dieci per cento.

Alcune differenze che ho notato

-La prima, facile, evidente, manifesta. Il candidato premier dello schieramento socialdemocratico svedese, che tra l’altro è dato vincente dai sondaggi, è una donna. Ebbene si’, una donna si candida per la carica piu’ importante del paese. Penso all’Italia: Napolitano, Berlusconi, Fini, Schifani, per trovare la prima donna bisogna arrivare fino alla Carfagna, la donna piu’ importante della politica di questi tempi bui.

-Si parla di programmi. Facile visto che la corruzione e i problemi giudiziari a queste latitudini, non vanno d’accordo con la politica. La Svezia è tra i tre paesi dove la corruzione viene meno percepita, l’Italia 53sima. Ci si concentra quindi su come uscire dalla crisi, come far calare la disoccupazione, come far evolvere la ricerca, come dare le stesse possibilità a tutti i cittadini.

– I programmi vengono motivati. Se i socialdemocratici dicono che vogliono dare piu’ soldi per i disoccupati, che è un elemento fondante della loro politica, devono motivare dove diavolo troveranno i soldi per fare cio’. I giornalisti si ritrovano apposta in diretta televisiva con i politici e questi devono spiegare in dettaglio dove faranno saltare fuori i soldi necessari. Se non lo fanno, non hanno futuro. I giornali li distruggeranno ben prima delle elezioni e gli elettori li abbandoneranno in massa.

-I socialdemocratici non hanno paura delle tasse. In un paese tra i piu’ tassati al mondo non si vergognano a dire che per il bene di tutti bisogna avere piu’ soldi in cassa e quindi alzare le tasse per finanziare il lavoro, l’educazione, la ricerca. E gli svedesi cosa fanno?Li votano!! Ma soprattutto pagano le tasse. E’ una cosa normale da queste parti. Se non paghi, non sei furbo. Ma sei escluso con disprezzo dalla società.

Non ci vorrebbe tanto per tornare ad essere una nazione civile

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