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Archive for aprile 2010


Oggi in Svezia ed in tutto il centro e nord Europa si festeggia il Valborgmässoafton: per tutti coloro che ancora hanno problemi con la lingua svedese, si può usare anche il piu’ elementare soprannome di Valborg.
Le origini di questa festa si perdono nell’alto medioevo, periodo in cui l’Italia già da secoli sguazzava sotto l’oppressione vaticana ma che vedeva un nord Europa ancora del tutto o parzialmente pagano. Sembra che le origini di tale festa siano in una festività vichinga in cui si voleva celebrare l’arrivo della primavera.

Come tutti sanno, a cavallo dell’anno mille, i Vichinghi si spinsero in parecchie regioni del nord Europa. Insieme alla simpatica abitudine di schiavizzare i bambini, all’elmo con le corna che ancora si può trovare sulla testa di qualche italiano in gita a Stoccolma e al pratico cucchiaino per pulirsi le orecchie, i Vichinghi esportarono anche questo culto della primavera.

Per tutti gli italiani che considerano assurdo o quanto meno in ritardo festeggiare la primavera il 30 aprile o il primo maggio, ricordo che qui il 21 marzo fa un freddo cane, che nel nord della Svezia solo ieri ha sparato l’ultima nevicata e che da queste parti si dice primavera solo quando la temperatura sale e il ghiaccio si scioglie, cioè da qualche giorno a questa parte.

La sera del Valborgmässafton tutti gli svedesi si ritrovano intorno ad un enorme fuoco che brucia tutta notte. Ci sono due scuole di pensiero sull’interpretazione di questo fuoco: la prima è che il fuoco scaccia le streghe, molto presenti nell’immaginario nordico anche in virtu’ dei lunghi e freddi inverni e delle giornate invernali buie e ventose, paesaggio ideale per qualsiasi entità maligna sporca e cattiva; la seconda è che con il fuoco metaforicamente si fa fuori il vecchio per dare spazio al nuovo. Praticamente la stessa ragione che spinge alcuni italiani a capodanno a lanciare mobili ed elettrodomestici dalla finestra, però in salsa svedese, cioè molto piu’ tranquillo e meno pericoloso.

Pericolo che comunque esiste. La Svezia è una nazione piena di alberi ed in questa nottata i fuochi sono accesi proprio all’aperto, quasi sempre in prossimità di boschi. Il risultato è la notte peggiore dell’anno per i vigili del fuoco che si sparano una notte da incubo, che in confronto le streghe di cui sopra sono soltanto simpatiche vecchiette venute a portare gli ortaggi del proprio orto.
Infine accompagnato a tutta questa moltitudine(si fa per dire, in Svezia sono solo nove milioni) ci si rallegra con un po’ di canti tradizionali, piu’ che altro con radici nel secolo scorso, il secolo d’oro del folk svedese. Canzoni che trattano ovviamente di primavera, di luce e di sole

Anche voi, amici in Italia e sparsi per il mondo, provate l’ebbrezza di una valborgmässafton: bruciate la vostra sedia preferita, la vostra poltrona o perchè no, il vostro letto. La primavera è arrivata, abbandonate la vostra casa e preparatevi a rivivere la strada!! Buona festa di primavera

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Scusate se parlo ancora di hockey in pochi giorni ma la notizia e’di quelle essenziali, specie per una cittadina come Jönköping. E poi non vi potevo di certo lasciare con la curiosità di sapere l’esito delle finali.
Per tutti quelli che mi conoscono: non vi preoccupate, non sto diventando un maniaco di hockey; chiunque mi abbia visto a suo tempo pattinare sul ghiaccio capisce quanto questo non possa davvero essere il mio sport.

Sabato sera si è consumato il trionfo della squadra cittadina di hockey, l´ HV71. La piccola Jönköping, città di centomila abitanti, ha distrutto la grande capitale!! “Siamo noi, siamo noi, i campioni della Svezia siamo noi”

Al fischio finale si è scatenata la festa. Una Jönköping inusuale per me, abituato ad una città silenziosa pulita e civile. Per un momento la piccola cittadina svedese si è trasformata in una rumorosa Mombay. Le regole sono state ufficilamente abolite visto l’evento straordinario. Macchine strombazzanti, in una città dove il clacson è davvero usato raramente e gente inpazzita di gioia e felicità. Amicizie ritrovate dopo lunghi silenzi, sconosciuti che si abbracciano e si baciano come se si conoscessero da anni, giovani che ritornano a rispettare gli anziani se bardati con i colori della squadra locale. Jönköping e’ diventata per l’occasione una enorme grande famiglia. E io ho fatto parte della famiglia, per un poco, strappando anche qualche abbraccio e qualche pacca amichevole sulle spalle da gente che mai mi aveva rivolto la parola fino ad allora.

La sera c’erano davvero tutti in giro. Indie, raggare, fjortis, bratt tutti trasformatisi per l’occasione in uno speciale gruppo, i jersey, come sono chiamati i ragazzoni che vanno in giro con enormi magliette di hockey con la scritta HV71.

L’alcool è sceso a fiumi, per la felicità di gestori e proprietari di discoteche. Gli affari fatti dai venditori di magliette è senza prezzo, cosi’ come l’incazzatura dei poliziotti che hanno dovuto fare un super lavoro straordinario. E’ stata la notte piu’ pazza dell’anno ed i festeggiamenti sono continuati fino a tarda notte.
Poi sono cominciate le risse, ma questa è un’altra storia, l’inizio di una nuova appassionante stagione…

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La data odierna mi porta ad abbandonare per un giorno l’oggetto del mio blog per prendere un aereo ideale che mi porti indietro nel mio paese, l’Italia.
L’unico giorno in cui vale davvero la pena di vivere in Italia è oggi, 25 aprile. Il corteo, i colori, le bandiere della pace, i concerti, i giovani dei centri sociali. Oggi si festeggia l’anniversario della Liberazione!

Per coloro i quali non sono italiani e per cui non conoscono il significato di questo giorno, vorrei fare un breve riassunto, che può essere utile anche per coloro i quali hanno la memoria corta.

Il 25 aprile 1945 è la data in cui il CLNAI (comitato di liberazione nazionale alta italia), organo di comando e associazione di tutte le forze contrarie al fascismo proclamò l’insurrezione armata di tutte le forze partigiane contro i fascisti ed i nazisti, al termine della seconda guerra mondiale.
Nei giorni seguenti terminò per l’Italia l’incubo di una dittatura fascista durata vent’anni e l’orrore di una occupazione militare tedesca e di una guerra civile che per due anni insanguinò la nazione. L’Italia ritornò democratica grazie allo sbarco alleato ma non solo. Ma quello che ci salvò dalla vergogna e dalla infamia di una guerra crudele combattuta al fianco dell’avversario piu’ bestiale, furono ragazzetti tra i 15 e i 30 anni, molti di loro morti a fianco del proprio fucile, al fianco ai propri compagni o dopo l’ennesima prova di coraggio dopo avere resistito alle peggiori torture perpetrate da fascisti e nazisti. A volte abbiamo bisogno di retorica per cui ricordiamoci che se abbiamo la possibilità di votare, di partecipare, persino di parlare e scrivere lo si deve a quei giovani, uomini e donne, che a vent’anni si presero le pallottole sulle montagne; non dimentichiamocelo mai.

Uno dei ricordi piu’ belli di tutte le manifestazioni del 25 aprile a cui ho assistito è lo spettacolo di questi partigiani che in gioventu’ combatterono in montagna. Vecchi ormai, loro che mai ebbero una gioventu’ a causa della guerra; deboli, loro che a vent’anni combatterono contro uno degli eserciti piu’ forti del mondo; rassegnati forse, loro che misero a rischio la loro vita per un’Italia migliore e che tutto quello che vedranno al momento della morte sarà solo questa Italietta ingiusta e corrotta, che costringe giovani come erano loro quando combattevano col fucile, ad emigrare per un futuro migliore e per lasciarsi alle spalle l’ingordigia e l’arroganza dei potenti.

Il giorno 25 aprile 1945 centinaia di migliaia di partigiani scesero dalle montagne per liberare l’Italia. Forse quando un’altra Italia si formerà, o quando per lo meno nascerà una nuova speranza, anche tutti gli emigrati formatosi all’estero prendendo sberle ma anche lezioni di democrazia, di accoglienza e di civiltà, potranno tornare e dare anche loro un contributo forte per far rinascere lo spirito della lotta partigiana e creare una società piu’ giusta.

Metto qui sotto la canzone simbolo della Resistenza, si chiama “Bella Ciao” è una canzone che parla di fiori e di pace e che illustri nullità della politica attuale italiana hanno considerato vergognosa o addirittura da censurare.
Evviva la Resistenza!

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La Svezia ha le proprie tribu’ giovanili. Il quadro è variopinto e passabile di correzione. Per tutti voi ecco una breve descizione

-I BRATT: Sono l’equivalente dei nostri fighetti, o “Sancarlini” come li chiamiamo a Milano. Spendono i soldi di papà in vestiti supercostosi . Il nome è preso dall’inglese e significa in slang “bambino viziato”. Vestiti firmati, occhiali da sole, capelli sempre all’ultima moda, cervello vuoto. Questo è l’identikit del perfetto brat

-INDIE/POPPARE: Persone che si distinguono dalla massa perchè rifuggono, almeno musicalmente, il mainstream e ascoltano soprattutto musica indipendente tipo “Belle and Sebastian”, “Iron and Wine”, “The Shins”, “Decemberists”, “The Strokes” ma non rifuggono gruppi piu’ popolari come i Coldplay. Indossano vestiti originali ottenuti da abiti usati a suo tempo da mamme e nonne e resi moderni con aggiunte creative. Lo stile è davvero cool con pantaloni attillattissimi anche per i ragazzi e magliette a strisce orizzontali

-FJORTIS: Letteralmente quattordicenni. Il termine è usato per riferirsi all’atteggiamente tipico del quattordicenne bullo che ha appena imparato un paio di lezioni dalla vita e per questo si atteggia a uomo vissuto. Lo stereotipo è usato per gli uomini. Le ragazze “Fjortis” hanno chili di trucco quando escono e come unici argomenti di conversazione hanno i ragazzi e le figuracce fatte. Tutto è pinsam(imbarazzante) per loro. A volte queste persone crescono e diventano brat a volte rimangono a questa condizione

-EMO: Questo termine credo sia conosciuto anche in Italia. Persone dark che usano vestiti rigorosamente neri e tanto trucco. Anche i maschi si truccano con rimmel nero e rossetto rosso. Gli Emo pensano sempre a quanto la vita sia una merda e si riconoscono nella foto di classe perchè sono quelli che guardano sempre in basso con una espressione da giovane Werther e che hanno a volte la lacrima dipinta sul viso come moderni Pierrot. Ascoltano musica deprimente e vedono con simpatia il periodo “Ziggy Stardust” di Dawid Bowie e la sua figura ambigua

-VÄNSTER: Sono le persone impegnate politicamente a sinistra. Non comunisti, da queste parti non hanno troppo successo, ma tutto il cosmo che sta a sinistra dei socialdemocratici. Sono sempre ambientalisti, a volte animalisti e vegetariani. Hanno atteggiamenti anarcoidi e sono sempre i primi ad intervenire durante le discussioni concitate a scuola. Hanno spesso uno stile indie e ascoltano la stessa musica, quindi a volte si ritrovano negli stessi posti

-KRISTEN: Sono i cristiani. Da queste parti essere cristiani è una scelta oltre che una sfida. La Svezia è uno dei paesi piu’ atei del mondo per cui a scuola il dichiararsi cristiani può portare a fenomeni di bullismo. All’interno di una classe spesso solo una o due persone si dichiarano tali. Il mondo dei cristiani è davvero variegato e può diventare anche estremo esistendo in Svezia le Chiese libere.

-BONDE: Espressione del dialetto di Jönköping che letteralmente significa contadino. Sono quelli che non vengono dalla grande città ma dai paesini vicini. Spendono il loro tempo a lavorare sui loro trattori con cui al venerdi’ sera sfrecciano con la radio a palla e lo snus regolarmente in bocca. Sono zotici e ignoranti ma anche semplici e affabili.

-RAGGARE: Sono quelli che seguono la moda degli anni ‘50. Capelli all’indietro, gel a chili, snuss in bocca, macchine d’epoca. Spesso si congiungono con i bonde. Passano i loro venerdi sera a cavallo delle loro sfreccianti automobili lanciando occhiate a tutta la gente che passa o urlando dietro le ragazze. Adorano ovviamente Elvis e tutta la musica country svedese e americana

-NERD: Qui nell’accezione di sfigati. Sfigati per scelta, non per circostanza. Scelgono uno stile volutamente classico, occhialoni e camicie a righe o a quadretti con gilè e vengono rispettati, invece che presi a mazzate come succederebbe in Italia, per la loro scelta ed il loro coraggio di portarla avanti

Come avete potuto leggere in Svezia non c’è il corrispondente giovanile del tamarro, o truzzo, o zarro o come li si voglia chiamare. E devo dire che è proprio un gran bel vivere!!

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Mentre tutta l’Europa si blocca a causa del vulcano islandese, la piccola città di Jönköping, da par suo, si ferma per le tanto attese finali di hockey.
Come già detto in precedenza la città va particolarmente fiera della propria squadra, chiamata HV71.
E da questa settimana sono iniziate le finali che decideranno chi è il campione di Svezia per quest’anno.
La squadra HV71, come i piu’ intelligenti tra di voi avranno immaginato, fu fondata nell’anno 1971. Ha già ottenuto tre vittorie nel campionato ed ha primeggiato particolarmente negli ultimi anni, dove ha sempre raggiunto finali o semifinali. Le finali sono 7 e si disputano contro una squadra di Stoccolma, il Djurgården. Per ora se ne sono giocate 2 e il risultato è ancora di perfetta parità, 1-1.

Ieri si è svolta la seconda finale e da buon svedese medio acquisito mi sono visto la mia prima partita di hockey.
Avete presente quando alle olimpiadi un grande campione di lotta greco romana o di qualche altra disciplina che nessuno si caga come la scherma o il tiro al piattello vince un oro, trasformando l’italica penisola in un paese di esperti conoscitori e tifosi della tale disciplina?
Ricordate Luna Rossa e tutti quelli che si alzavano alle tre di notte per assistere ad equipaggi che cazzavano di brutto la randa e che vedevi la mattina al bar a parlare dell’ultima finale di vela usando termini imparati proprio durante quelle notti insonni?
Ebbene quello era il mio spirito ieri.

C’è da dire che nell’hockey se le danno di brutto. Immaginatevi di dare una mazza in mano a 10 uomini, incazzati e affamati di vittoria, le conseguenze possono essere fatali. Da quanto visto l’hockey mi sembra una grande zuffa dove i giocatori si pestano di brutto e a volte cercano di buttare il disco dentro alla porticina difesa dal giocatore con l’armatura, che sarebbe il portiere.
Alla fine è stato divertente anche se spesso non riuscivo nemmeno a vedere il disco. Grande vittoria della squadra di casa e tutta Jönköping in festa con persone di tutte le età bardati con magliette, cappellini, sciarpe (da queste parti non è mai inutile) ed enormi magliette da hockey.

Un soggetto interessante sono i giocatori di hockey. Famosi in questo paese piu’ dei giocatori di calcio, purtroppo fisicamente non possono competere.
Non immaginatevi giocatori di hockey e veline, per intenderci. Primo, perchè la Svezia considera offesnsivo il solo concetto di velina. Secondo, perchè i giocatori di hockey sono bruttissimi. Grandi, grossi, barbe e capelli lunghi e non curati, di solito zotici e soprattutto senza i due canini davanti, dovuti alle mazzate prese sui denti e dal disco che spesso incontra proprio quella parte della bocca. Sport da duri insomma!!

Le finali continuano, come di dice da queste parti, “Heja Blå”!!!

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Lo scandalo pedofilia è arrivato persino in Svezia. Tutto ovviamente ristretto ai preti cattolici e relativo per il momento a pochissimi e isolati casi, rimane il fatto che lo scandalo è scoppiato.
Leggevo delle dichiarazioni di Bertone, segretario di stato vaticano in cui si accusava l’omosessualità come causa principale dello scandalo pedofilia che sta umiliando la Chiesa cattolica.

Mi sembra dunque giunto il momento di parlare di lei, Eva Brunne.

Eva Brunne, svedese di Malmö,classe 1954 è il primo esempio mondiale di donna dichiaratamente lesbica a diventare vescovo. Vescovo nella diocesi di Stoccolma. Novembre 2009. Parliamo ovviamente di Chiesa Luterana.

La cosa che fa scandalo di questa simpatica donna è il fatto che non solo la donna è prete, ma anche lesbica, ma anche con un figlio, ma anche con una compagna, che a sua volte è pastore(nel senso di prete, non di pecoraro).

L’assegnazione della carica ha ovviamente destato qualche mal di pancia anche in una nazione progressista come la Svezia, ma la cosa non ha frenato il naturale evolversi del progresso e dei diritti civili.
Il re in persona ha partecipato alla sua ordinazione sacerdotale, come d’altronde fa per ogni nuovo vescovo.
Le prime parole di Eva Brunne dopo l’elezione sono state “Sono felice e orgogliosa di far parte di una Chiesa che incoraggia le persone a prendere le proprie decisioni” ed ha aggiunto: “la diversità è una grande ricchezza”.

Il suo motto, come facilmente prevedibile è «Non fare distinzioni tra le persone».

Halleluja!

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Quando ci si riferisce a Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca, in Europa si usa il termine neutrale di Scandinavia. Ma da queste parti il termine usato è ben piu’ altisonante e rieccheggia quasi come un canto di battaglia intonato dal Dio Odino in persona: NORDEN.
In passato ci furono tanti tentativi di mettere insieme le varie nazioni in un’ unica unità tutti finiti in bagni di sangue, soprusi, rivalità e fervori nazionalistici.

La Svezia è in pace dal 1814. Da queste parti non si vede guerra dai tempi in cui i soldati venivano mandati sui campi di battaglia con semplici moschetti e la guerra di cavalleria era ancora considerata la strategia piu’ efficace e moderna. Molti immigrati con cui mi è capitato di confrontarmi considerano questa qualità svedese come qualcosa non abbastanza “macho”, qualcosa di cui vergognarsi, : purtroppo l’ unica cosa di cui vergognarsi è la stupidità di certe persone.

La lunga neutralità non porta di certo alla conclusione che tutto è tranquillo da queste parti. Le nazioni del Norden hanno maturato diverse rivalità nel corso degli anni.

La Norvegia è vista dagli svedesi allo stesso modo di come gli italiani vedono la Spagna. Il cugino simpatico, un po’ sfigatello, che ha sempre inseguito sotto il livello culturale ed economico. Persino la lingua è davvero simile tanto che anche un neofita come me della lingua svedese può comprendere un po’ di norvegese.
Ma la Norvegia, proprio come la Spagna, negli ultimi anni ha bruciato le tappe e, specie dopo la scoperta del petrolio, ha superato la Svezia economicamente. Rimane comunque un corredo di battute svedesi sulla stupidità dei norvegesi.
Essendo il campionario molto vasto, mi soffermerò un’altra volta.

La Finlandia è stato per tanti anni un possedimento svedese, prima di diventare russo e poi indipendente. Non viene considerata importante, fa tenerezza in quanto piccola, fredda e sfortunata, quindi non la si può odiare, nè tantomeno considerare rivale, vista la sua innocenza. E’ considerata davvero poco, un po’ come noi potremmo considerare il Belgio.

La grande rivale degli svedesi, un po’ come la Francia per noi, è la Danimarca. Svezia e Danimarca sono stati in guerra tanti anni prima di riappacificarsi. La Danimarca ha provato spesso ad invadere la Svezia e nel sud svedese ci sono ancora tracce di questo passaggio. Il dialetto di Malmö è un orrendo miscuglio tra svedese e danese, incomprensibile da entrambe le parti del ponte che separa Malmo e Copenaghen.
Nessuno svedese vuole perdere una sfida con gli odiati danesi e viceversa. Le partite di calcio sono l’ultimo specchio di questa antica e sanguinosa rivalità.

Famoso da queste parti è il caso di un ragazzo danese, entrato in campo durante la decisiva sfida tra Danimarca e Svezia per l’accesso agli Europei del 2008. Il ragazzo, arrabbiato per l’ultima decisione dell’arbitrò sfavorevole alla Danimarca, lo puni’ cercando di colpirlo con un pugno al volto. Il pugno non andò a segno cosi’ come la vittoria della Danimarca e la qualificazione agli Europei. La partita venne persa a tavolino dalla Danimarca e il paffuto ragazzetto divenne la persona piu’ odiata di Danimarca.

Il ragazzo adesso risiede felicemente in Svezia e certamente se ne guarda bene dall’oltrepassare il ponte.

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