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Archivio per la categoria ‘Calcio’

La squadra di calcio di Jönköping si chiama Jönköping Södra. E si può dire con certezza che non rappresenta di certo l’orgoglio cittadino. Quello viene custodito dalla squadra di hockey e dai suoi ricchi e famosi giocatori.

Ben piu’ ostica e umile è la vita del calciatore del Södra. A Jönköping il calciatore fa una vita dura: niente autografi quando esce per strada; nessuno che lo riconosca e che gli gridi un “bravo” o un “vai a lavorare”; nessuno sconto o sponsor che voglia associare il proprio nome al suo; nessuna velina, nemmeno di una tv privata sfigata che si faccia cuccare: loro preferiscono gli sdentati giocatori di hockey; devono persino pagare per entrare nei locali piu’ in della città!

I poveri calciatori di Jönköping vengono giornalmente ridicolizzati dalla fama dei giocatori di hockey. Anche il merchandiser non ha paragoni, in città si trovano solo magliette di hockey e molti non sanno nemmeno il colore ufficiale della squadra locale di calcio.

L’atteggiamento è davvero comprensibile. La squadra di calcio esprime un gioco che si ispira all’Inter di Marini (per i poveri interisti che si ricordano quel periodo grigio). Il tifoso non esce mai soddisfatto dallo stadio, vedere una partita del Södra è come assistere a 4 ore di dibattito politico tra Giovanardi e Giovanardi. La squadra subisce spesso scoppole clamorose, ma la cosa forse peggiore è che il risultato piu’ frequente quando la truppa gioca in casa è il pareggio, 0-0 di preferenza. Solo per palati fini e grandi esperti di tattiche e strategie difensive. Tutti gli altri rimangono spesso delusi.

La squadra fu fondata nel dicembre 1922 e la prima partita della squadra non fu proprio leggendaria, non tanto per il risultato, vittoria per 3-2 del Södra, ma perchè la partita venne giocata con 8 giocatori per squadra, visto che l’unico campo disponibile era troppo piccolo.
Dopo i primi campionati regionali, lo Jönköping Södra si imbattè nella prima amichevole internazionale, era il 1935, e la squadra incassò un sonoro 8-0 dalla SC Libertas di Vienna che adesso probabilmente gioca nella serie Z austriaca.

L’anno trionfale del Södra fu la stagione 1949/50.Giunto da 3 anni nella serie A svedese, la squadra arrivò persino al secondo posto, sfiorando la clamorosa vittoria. Mai piu’ la squadra avrà una occasione simile. Infatti dopo altre due o tre stagioni nella massima serie il Sòdra retrocederà in B, C, D, rivedendo la serie A solo di passaggio nel 1969, ultima stagione in cui militò nella massima serie.

La leggenda si chiama Carl “Timpa” Simonsson ed è il vero Pelè di questa squadra visto che in carriera arrivò a segnare 700 goal (onestamente non so come venne presa questa statistica, probabilmente contando anche i goal fatti in oratorio da bambino e tutti quelli fatti in allenamento).
La sua stagione trionfale fu quella post guerra del 1945/46 quando riusci’ a mettere a segno 50 goal in 18 partite nella serie B svedese. Il suo record è ancora imbattuto a livello nazionale e per ricordarlo il comune gli ha edificato una bella statua all’entrata del piccolo stadio di 5000 persone. Dubito che tutti i tifosi abbiano capito chi diavolo sia quella persona che ammirano ogni volta che entrano in attesa di una nuova e disastrosa partita.

La squadra ha deluso anche quest’anno, meritandosi un quart’ultimo posto che comunque gli garantisce una salvezza tranquilla e l’incubo di una nuova e grigia stagione. Ma questo ad aprile, adesso ricomincia la stagione dell’hockey e per i calciatori arriva un sospirato letargo.

http://www.j-sodra.se/web/Hem.aspx

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E finalmente è arrivata la tanto attesa coppa con le orecchie!
Inutile nascondersi. Sono interista e anch’io ieri ho goduto e sofferto dietro la mia squadra del cuore che bastonava i malcapitati tedeschi. C’è ancora piu’ piacere a vincere la coppetta di cui sopra da immigrato.

L’atmosfera a Jönköping non era di certo quella delle grandi occasioni. Sulla città splendeva un sole meraviglioso, ciò ha portato i nostri cari svedesi a passare pomeriggio e serata all’aperto con grigliate e sbevazzate varie. Qualche coraggioso ha persino già messo il piede in spiaggia.
Attesa per la finale: poca.
Ma non in casa mia. In casa mia dal pomeriggio tutto era pronto. Programma dellla serata

Ore 16: visione di alcuni video su youtube per entrare in atmosfera partita. I video comprendevano soprattutto i racconti delle epiche battaglie di quest’anno contro Chelsea e Barcellona

Ore 19: sintonizzazione della radio su internet sul sempre valido Scarpini. Per molti anni ho considerato Scarpini solo un esaltato, ma si sa che con gli anni si matura. Inoltre a chilometri di distanza mi avrebbe fatto piacere vivere un po’ di sano calore calcistico nazionalpopolare. I commentatori svedesi sono piuttosto freddi e noiosi, e durante le partite prendono eteeeerne pause di silenzio.

Ore 20: Dopo vari tentativi e combattimenti col computer capisco che Scarpini non sarà disponibile. La velocità che gira su internet è diversa dalla televisione. Ragion per cui mi dovrò sorbire il soporifero commento svedese

Ore 20:01 A commentare la partita c’è il mio vichingo preferito: Glenn Strömberg!! Mitico condottiero di quell’Atalanta che nella stagione 1987-88, pur essendo in serie B si spinse fino alla semifinale di Coppa delle Coppe. La sua grinta porterà fortuna ai colori nerazzurri, che anche lui ha difeso a suo tempo pur essendo quelli dell´Atalanta, ma soprattutto porterà grinta ai ragazzi e meno noia a me.

Ore 20:30: Ci siamo. Le squadre entrano in campo. Tutto pronto. Vino per me sul tavolo e popcorn per la mia ragazza (piu’ o meno obbligata a rimanere a casa con me a vedere la partita). Lei non capisce davvero quanto sia importante questa partita. Nessuno non amante del pallone che rotola può capire cosa voglia dire vivere a Milano la propria gioventu’, scuole superiori e università, da interista, deriso da milanisti e juventini che si godevano una coppetta dietro l’altra mentre noi ci consolavamo solo con il nostro mitico “mai stati in B”.

Ore 22:00 circa: Il mitico Milito gonfia la rete per la seconda volta. La coppa è vicina. Ma qui in Svezia non esiste la scaramanzia. Ragion per cui la mia ragazza abbandona il mio consiglio di mantenere il riserbo sull’andamento della partita fino al fischio finale. Minuti finali con le mani sulle palle per evitare eventuali gufate da parte di chi non capisce che, nel calcio, la sfiga esiste, eccome se esiste!!!

Ore 22:30 circa: E’ il trionfo!! Il Capitano alza la coppa al cielo, Mourinho che piange perchè già ci lascia dopo cosi’ poco tempo e qualche dichiarazione con poco stile di gente che già pensa al portafogli dell’anno prossimo. Chi se ne importa, per stasera si festeggia.

Ma Jönköping è deserta. Non si sentono di certo schiamazzi o caroselli. Non è mica l’hockey questo!!

L’ultima scena del mio trionfo, una scena un po’ da sfigato: davanti al pc collegato con la webcam della Gazzetta dello Sport, e in diretta da piazza Duomo in Milano a godere guardando tutta quella gente festeggiare. Che ci vogliamo fare: la coppa dell’emigrato

Buona Europa a tutti

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